Aumento tassa di soggiorno, la protesta degli albergatori: "Così i turisti scappano"

I gestori degli hotel contro l'aumento dell'imposta: "Rappresenta un peso economico per noi e i nostri potenziali clienti"

Gli albergatori di Livorno criticano pesantemente la scelta dell'amministrazione comunale di alzare la tassa di soggiorno per il 2020 per finanziare, in parte, la mostra di Modigliani che si sta svolgendo al Museo della Città in Venezia. "Una decisione che sta facendo scappare i turisti" è stato il leitmotiv delle loro proteste. Alle quali si è aggiunta anche la Confcommercio per bocca del presidente provinciale Albergatori Gianni Vignoli: "Il Comune ci ripensi, altrimenti saremo costretti a farci sentire con iniziative eclatanti". 

Le tariffe della tassa di soggiorno in Toscana-2

Gli albergatori: "L'aumento della tassa di soggiorno fa scappare i turisti"

I gestori di molti hotel hanno notato come le prenotazioni non siano aumentate nonostante l'arrivo in città dell'esposizione dedicata a Modigliani: "Nelle nostre strutture ricettive dal 7 novembre 2019, data di inizio della mostra di Modigliani, non c'è stato alcun incremento. E nemmeno ci sarà, se stiamo al sito web della mostra e al suo calendario, che dà disponibilità alta ogni giorno fino alla fine. L'imposta rappresenta un peso economico ulteriore rispetto al costo del pernottamento sull'esborso complessivo dell'ospite ed è quindi suscettibile di ridurre l'appetibilità delle strutture ricettive. Perché una famiglia che voglia passare due notti a Livorno, eventualmente anche per visitare la mostra, non dovrebbe decidere di risparmiare 10 euro e soggiornare quindi in un comune limitrofo?" 

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Confcommercio: "Pronti a farci sentire in tutti i modi"

Stesso pensiero anche per Gianni Vignoli, presidente provinciale Albergatori Confcommercio: "Il turismo a Livorno è molto contratto e soprattutto nel periodo invernale abbiamo quasi esclusivamente presenze business. Molti dei nostri alberghi, non riuscendo a far fronte alle spese di gestione, vengono indotti a trasformarsi in strutture stagionali, una tendenza che ogni territorio vorrebbe piuttosto invertire, per il bene dell'economia e dell'occupazione. Livorno non offre ancora strutture e servizi come altri comuni turistici. Già la tassa di soggiorno attuale viene avvertita come iniqua e spesso siamo costretti ad abbassare i prezzi in modo non sostenibile, semplicemente per concludere una prenotazione. Invitiamo il Comune a ripensarci, altrimenti dovremmo farci sentire con iniziative eclatanti". 

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