SGB Trasporti, il sindacato in difesa degli autisti: "Lasciati soli da Ctt Nord in pasto ai passeggeri"

Lettera aperta del sindacato generale di base: "Una parte degli utenti scarica rabbia e frustrazione sui conducenti, ma i disservizi non sono colpa loro. Se l'azienda chiede che si rispettino le norme anticontagio, si impegni per garantirle"

(foto d'archivio)

Che la gestione dei passeggeri a bordo autobus non debba ricadere sui conducenti parrebbe scontato. E invece la situazione è decisamente più complicata del previsto e rischia di diventarlo ancora di più con l'inizio della stagione estiva, quando in molti usufruiscono del trasporto pubblico per andare al mare e l'affluenza di utenti si fa decisamente più consistente. Se le norme anticontagio limitano infatti la capienza dei mezzi a un numero massimo di persone in base alla grandezza del bus stesso, stabilire chi possa salire a bordo o debba scendere nel caso di eccessivo affollamento sta diventando un problema sempre più frequente. E, spesso, a dover gestire l'impazienza dei passeggeri sono proprio i conducenti, talvolta obbligati a fermare l'autobus e chiamare le forze dell'ordine per rientrare nei parametri di sicurezza e riprendere la corsa.

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Ecco perché il sindacato generale di base (Sgb), anche in seguito all'articolo pubblicato su LivornoToday lo scorso 26 maggio e ai relativi commenti degli utenti sulla nostra pagina Facebook, ha deciso di scrivere una lettera aperta in difesa proprio degli autisti, troppo spesso presi di mira da passeggeri impazienti e "lasciati soli dall'azienda" a placarne la rabbia e la frustrazione. Una lettera rivolta in primis a Ctt Nord, che al di là delle parole non tutelerebbe i propri dipendenti e non adotterebbe tutte le misure necessarie per il rispetto delle norme anticontagio. E poi ai passeggeri stessi, colpevoli in parte di comportamenti irrispettosi attribuiti invece agli stessi autisti spesso vittime di minacce e offese.

Le richieste a Ctt Nord: "Cabine blindate e controllori a bordo"

"L'azienda Ctt Nord - si legge nella lettera - chiede alla cittadinanza di rispettare le normative anticontagio a bordo dei mezzi pubblici. Benissimo, ma tali norme  sarebbero veramente realizzabili se Ctt Nord avesse la volontà di farlo non mandando i suoi dipendenti in pasto ai leoni, lasciati soli e abbandonati ad una parte della utenza che sembra cogliere ogni pretesto per scaricare rabbia sociale e frustrazione nei confronti dei conducenti oggetto di continue e ripetute offese, minacce e spesso, come accaduto in passato, aggressioni fisiche".

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"Vorremmo ricordare che gli autisti sono esseri umani che svolgono un lavoro altamente stressante - continua la lettera -. Facile criticare dall'esterno! Con tutto ciò diciamo che gli autisti non sono responsabili di molti dei disservizi loro addebitati in modo del tutto improprio. Per evitare una guerra tra poveri chiediamo nuovamente la chiusura blindata delle cabine degli autobus del servizio urbano, suburbano ed extraurbano, di ripensare la gestione del servizio e del personale con figure professionali a supporto degli autisti che alla occorrenza potrebbero anche fare da verificatori titoli di viaggio ( V.T.V. ) e assicurare che tutti i passeggeri paghino regolare biglietto".

"L'autista - si legge ancora - può anche esimersi dal continuare la corsa e fermare il mezzo, qualora non ci siano le condizioni di sicurezza, ma lo stesso si troverebbe poi oggetto della rabbia di passeggeri: da qui la nostra richiesta di un secondo dipendente con varie mansioni dettate dalle normative anticontagio e non solo. Le norme scritte devono essere applicate, ma se all'atto pratico si dimostrano inadeguate anche l'organizzazione del personale e dei servizi dovranno tenerne conto. Gli autisti non sono forze dell'ordine e non intendono svolgere mansioni non di loro competenza: torniamo quindi a chiedere a Ctt Nord di prendere atto che altri interventi sono necessari".

Le richieste ai passeggeri: "Imparate a comportarvi bene prima di pretendere che siano gli altri a farlo"

Enunciate le richieste all'azienda che gestisce il trasporto pubblico livornese, il sindacato generale di base passa in rassegna il comportamento di una parte dell'utenza che, sui social, accusa alcuni autisti di maleducazione e inadeguatezza delle risposte fornite. "Vorremmo ricordare ai signori passeggeri che la pazienza ha un suo limite - dicono da Sgb - e che alle volte anche l'autista più santo può sbuffare. Ciò non vuol dire che sia un maleducato o che non abbia voglia di lavorare, discorsi ormai fatti e rifatti da sempre da una parte di cittadinanza che, chissà per quale arcano motivo, esterna la propria rabbia personale o frustrazione verso il conducente. E non è neppure giusto fare di tutta un'erba un fascio".

Premesso questo, ecco stilato un mini elenco dei cattivi comportamenti di alcuni passeggeri che gli autisti vogliono sottolineare: "Ad esempio si dà dello s...nzo all'autista che non si ferma a una pensilina, ma è obbligo di chi aspetta alle fermata dell'autobus richiedere lo stop del mezzo con un cenno della mano - spiegano da Sgb -. Sarebbe buona norma non gridare al cellulare, non salire sugli autobus tirando dentro l'ultima boccata di fumo, evitare di prendere il conducente come un commerciante o una persona con cui socializzare chiedendo informazioni reperibili già sull'autobus stesso. E, magari, anche un po' di decoro, non solo per i mezzi ma anche nel rispetto di chi lavora".

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