Avr, pagati solo una parte degli arretrati promessi ai lavoratori licenziati: nuovo sciopero lunedì 11 gennaio

L'ad Nardecchia si era impegnato davanti al sindaco a saldare gli arretrati ai due lavoratori licenziati entro il 31 dicembre. Gli ex dipendenti: "Il pagamento degli stipendi fermo da aprile". Ceraolo: "Clima di terrore in azienda"

Claudio Nardecchia, presidente e amministratore delegato di Avr, il 16 dicembre aveva promesso ad Andrea Grisanti e Marco Danti, ex lavoratori dell'azienda licenziati, il pagamento di tutti gli arretrati entro il 31 dicembre. L'impegno era stato preso alla presenza dei sindacati e del sindaco Luca Salvetti, che si era mosso in favore dei lavoratori. Una promessa in buona parte disattesa perché, al 31 dicembre, sono state saldate soltanto alcune spettanze e la tredicesima. Grisanti e Danti, i due operatori licenziati, saranno quindi insieme ai loro ex colleghi, domani lunedì 11 gennaio, per manifestare contro i provvedimenti e l'atteggiamento dell'azienda ritenuti discriminatori, e per chiedere, oltre al reintegro, il completo pagamento degli arretrati non solo a loro ma a tutti gli altri lavoratori di Avr. "È sempre andata così - dice Andrea Grisanti -, l'azienda promette e poi non mantiene, ci danno solo un contentino dopo la mobilitazione dei sindacati. È successo lo stesso questa volta. Ci hanno pagato la tredicesima e alcune competenze, ma niente Tfr e con gli stipendi, non solo noi ma tutti i lavoratori, siamo fermi ad aprile 2020".

Sciopero Avr, i sindacati: "Chiediamo il reintegro dei lavoratori licenziati ingiustamente. E l'azienda paghi gli arretrati" 

Oltre alla parte economica Giovanni Ceraolo, sindacalista Usb (Unione sindacale di base), crede ci sia altro: "Secondo noi l'intento che Avr si era prefissa è stato raggiunto. In azienda c'è un clima di terrore e i lavoratori ci raccontano di minacce velate per disincentivare la partecipazione agli scioperi e alla vita sindacale". Il licenziamento di Grisanti, ex delegato di Usb, secondo Ceraolo "è mirato a indebolire la partecipazione e il ruolo del sindacato dentro l'azienda. Ma lo sciopero e l'adesione al sindacato sono diritti inviolabili dei lavoratori". E la mobilitazione non si ferma, assicura Ceraolo: "Lo sciopero di lunedì 11 - conclude Ceraolo - è stato indetto per chiedere il reintegro dei due lavoratori e per denunciare ancora una volta i ritardi nei pagamenti ai dipendenti Avr. Se una società che gestisce un servizio pubblico non è in grado di rispettare gli accordi presi direttamente col sindaco deve andarsene immediatamente".

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