Avr, lavoratore-sindacalista sospeso per motivi disciplinari. Usb: "Accuse infondate, è una vendetta dell'azienda"

Dopo la sospensione dal servizio, il sindacato difende il suo rappresentante: "Denunciò inadempienze contrattuali e problemi di sicurezza, per questo intendono licenziarlo. Comune e Aamps facciano qualcosa"

Sarebbe stato trovato a parlare al telefono durante il turno di lavoro e visto fumare all'interno dell'abitacolo del camioncino con il quale opera per la raccolta dei rifiuti. Almeno secondo Avr, la ditta che opera in subappalto ad Aamps per lo spazzamento e la raccolta rifiuti in città, la quale per queste ragioni ha inviato una pesantissima segnalazione disciplinare nei confronti di un suo dipendente, nonché delegato sindacale di USB, sospeso quindi dal lavoro. Accuse che, tuttavia, l'Unione sindacale di base ritiene assolutamente infondate e strumentali, denunciando piuttosto "una vendetta dell'azienda nei confronti di chi, in prima persona, ha avuto il coraggio di denunciare inadempienze contrattuali e mancata sicurezza sul posto di lavoro".  

Avr, impegno politico comune per chiedere ad Aamps di reinternalizzare il servizio e assumere i lavoratori 

Una situazione portata alla luce dallo stesso sindacato, da tempo in lotta con l'azienda e impegnato a chiedere la internalizzazione di un servizio pubblico affidato a una società privata. "Ci troviamo in questa condizione perché siamo l'unico sindacato che ha sempre segnalato le mancanze da parte dell'azienda - spiega Giovanni Ceraolo, sindacalista Usb -. Il nostro delegato in prima persona ha sempre fatto notare all'azienda le problematiche presenti senza mai tirarsi indietro e ora si sono accaniti contro di lui".

Coronavirus in Avr, in crisi la raccolta rifiuti. Salvetti: "Città più sporca, si ripristini un servizio adeguato tutelando i lavoratori"

Problematiche - tralasciando quelle societarie che vedono Avr in amministrazione controllata dopo un'indagine della procura di Reggio Calabria per "rapporti con imprenditori appartenenti o collegati alla 'Ndrangheta - che riguardano appunto ritardi nei pagamenti e mancata sicurezza sul posto di lavoro, con lo stesso lavoratore che in piena pandemia da Coronavirus avrebbe contratto il Covid proprio in azienda.

USB: "Avr vuole licenziare un nostro delegato per aver denunciato inadempienze salariali e mancata sicurezza"

"Avr ha inviato otto pagine di contestazione al nostro delegato sindacale - continua Ceraolo -. Nelle motivazioni avanzate dalla ditta si parla di uso del cellulare durante il turno di lavoro e del fatto che il lavoratore fumasse all'interno dell'abitacolo, oltre a diverse altre contestazioni che noi riteniamo strumentali. Questo è un accanimento da parte di Avr nei confronti del nostro delegato: le sue colpe, evidentemente, al di là delle accuse totalmente infondate e ingiuste, sono quelle di aver denunciato in prima persona, ormai da mesi, le inadempienze della società in merito ai mancati pagamenti di alcune spettanze dovute e la totale assenza di sicurezza".

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"Oltretutto lo stesso lavoratore sospeso è stato uno di quelli che a marzo aveva contratto il Coronavirus all'interno dell'azienda. Azienda che - conclude Ceraolo -, in quella fase non sanificava i mezzi operativi e non forniva dpi adeguati. Insomma, quella che abbiamo di fronte è una chiara vendetta per il suo comportamento. In queste ore apriremo lo stato di agitazione sindacale e metteremo in campo ogni iniziativa affinché Avr ritiri immediatamente la contestazione disciplinare al nostro delegato. Chiediamo infine la solidarietà di tutti i lavoratori e le lavoratrici livornesi, a partire dagli iscritti e delegati del nostro sindacato. Mentre all'amministrazione comunale e ad Aamps chiediamo di intervenire quanto prima perché si faccia chiarezza sulla questione".

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