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Sabato, 25 Giugno 2022
Cronaca

Azimut Benetti, l'intesa con la Regione nel mirino dei sindacati. Cgil: "Interessi a senso unico, lavoratori come merce"

Il segretario generale della Fiom, Massimo Braccini, interviene dopo il protocollo firmato dall'azienda e dall'ente presieduto dal governatore Giani: "Ok gli investimenti, ma devono essere tutelate le condizioni di lavoro"

"Non bastano gli investimenti, pur importanti, ma anche come si lavora, o il settore non avrà futuro". A poche ore dalla notizia della firma di un protocollo d'intesa tra Regione e Azimut Benetti per gli investimenti futuri dell'azienda leader nel settore della nautica in vista dei prossimi tre anni, la Fiom-Cgil per voce del segretario Massimo Braccini interviene e si chiede: "La Regione Toscana sta dalla parte del capitale o dei lavoratori?". Il sindacato infatti punta il dito contro le condizioni di lavoro e sottolinea: "Azimut Benetti dice che dà lavoro a 5000 lavoratori, ma non dice che solo uno su dieci è dipendente, mentre tutto il resto sono appalti di sub appalti, in un rapporto così alto mai visto. La gran parte di queste persone lavora 10 ore al giorno per sei giorni la settimana e guadagna, se va bene, 15mila euro all'anno". 

La posizione delle istituzioni, infatti, secondo Fiom Cgil "è poco comprensibile perchè sembra favoriscono interessi a senso unico". "A quanto pare - proseguono - sposano n pieno la linea dell'impresa, senza convocare un tavolo con le organizzazioni sindacali, sembra che conti solo il capitale ed i lavoratori siano un'appendice, una merce. Tutti sono pienamente informati sulle condizioni di sfruttamento e arretramento dei lavoratori nel settore della nautica, ed invece la Regione vanta solo di impegnarsi a individuare incentivi all'impresa senza vincolarli, attraverso accordi con il sindacato, al miglioramento della sicurezza, delle retribuzioni, alle assunzioni dirette e per un nuovo modello di sviluppo".

La posizione del sindacato: "Un modello che sfrutta tanti e arricchisce pochi"

Braccini nella nota diffusa nella giornata di giovedì 17 febbraio aggiunge che "molti lavoratori provengono da paesi stranieri e il loro permesso di soggiorno spesso è legato al lavoro. In questo modello - evidenzia - in pochi si arricchiscono, mentre tanti sono sfruttati". "Mancano le professionalità - aggiunge - lo dichiarano anche le stesse imprese, ma allora bisogna tornare alla politica delle assunzioni dirette da parte dei cantieri, se non ora quando, e creare un diverso rapporto tra ditte in appalto e dipendenti diretti. La nautica è un settore ricco e del lusso, non è accettabile che i lavoratori subiscano queste condizioni di arretramento".

La Fiom-Cgil dunque chiama in causa la Regione, con la nuova giunta Giani, che secondo loro ha "abbandonato la via del dialogo con le parti sociali sul settore, il tavolo sulla nautica da due anni non è più stato convocato. La Fiom - hanno concluso - sarà puntuale sulla protesta e sull'azione sindacale, ma anche sulla proposta, aperti a qualsiasi tavolo di confronto in ogni sede per contribuire a favorire uno sviluppo fondato anche sulla funzione sociale dell'impresa, nell'interesse dei lavoratori e della collettività".

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