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Domenica, 26 Maggio 2024

Italbasket, l'emozione di coach Pozzecco nella 'sua' Livorno: "Grato a questa città, è stata la tappa più importante della mia carriera" | VIDEO

Il commissario tecnico della Nazionale di pallacanestro, alla vigilia di Italai-Ucraina al Modigliani, ricorda il suo passato in maglia Baker: "Qui ho avuto maestri come Lombardi, Attruia, Richardson e Calamai. Mangiavo 5&5 tutte le sere, l'ambiente mi ha aiutato a coronare il mio sogno"

"Le cose ti accadono. Soprattutto quando sei giovane, e quando giocavo qua ero un bimbo. Ma la verità è che ti rendi conto di quello che ti è successo e che ti sta capitando nella tua vita solamente quando gli anni passano e ti guardi indietro. E allora ti rendi conto che probabilmente, se non ci fosse stata Livorno... non so se avrei avuto la stessa carriera". La dedica d'amore a una città che gli ha cambiato la vita, grazie soprattutto all'insegnamento di tre grandi maestri (Lombardi, Attruia, Richardson e poi Calamai) e a una piazza incredibile per quegli anni (1993-94), per quanto in declino, è del coach della Nazionale di basket, Gianmarco Pozzecco. Non un normale ct, perché normale il Poz non lo è mai stato "e non sono cambiato", dice alla conferenza stampa di presentazione di Italia-Ucraina, in programma questa sera di giovedì 23 febbraio al Modigliani Forum. Piuttosto un allenatore atipico, che pretende rispetto ma scherza dando anche 'troppa' confidenza ai suoi giocatori ("Mi disse Sacchetti che potevo farlo e per 3 o 4 che non lo avrebbero accettato avrei avuto altre centinaia di giocatori con cui creare un rapporto"), che urla come un pazzo e piange come un bambino, che sogna e ha iniziato a sognare proprio a Livorno.

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Basket, la Nazionale al Modigliani Forum di Livorno: "Questa città vive di pallacanestro". Video 

"Io sono estremamente grato a questa città - dice Pozzecco -. E sono estremamente grato a Dado Lombardi, Stefano Attruia e Michael Ray Richardson. Mi hanno aiutato, insieme a Marco Calamai, a farmi diventare o a farmi vedere come diventare quello che sono diventato. Prima sono passato davanti a casa mia, è passato davvero tanto tempo. Ma ricordo tutto. La Vecchia Livorno, la torta di ceci. 'Il 5&5 con il pan francese o la focaccina?". È stato bello tornare qui, da allenatore della Nazionale, capendo che si sta ricreando l'entusiasmo di allora. Cosa mi porto dentro? Qui ero un ragazzino e un ragazzino ha bisogno di poter sbagliare. Io sbagliavo, ma nel momento in cui affronti lo sport con passione e desiderio di far bene per te e per la squadra, i risultati non possono non venire. Richardson e Attruia mi hanno insegnato proprio questo".

Partono gli aneddoti (vedi il video in apertura, ndr), prima del saluto a un palazzetto annunciato sold out. "Ho detto ai ragazzi che giocare a Livorno sarà particolare - chiude l'allenatore della Nazionale -, il palazzo sarà pieno e la gente è focosa per natura. Quindi ho chiesto loro di mettere in piedi un bello spettacolo, fare in modo di emozionarci e di emozionare il pubblico di Livorno che se lo merita".

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