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Cronaca Collesalvetti

Stagno | La svolta di Eni, c'è il piano per la bioraffineria. Salvetti: "Un nuovo futuro per l'impianto"

L'annuncio dopo un incontro tra il sindaco di Livorno, quello di Collesalvetti, il governatore Eugenio Giani e i vertici dell'azienda. I lavori potrebbero partire nel 2025

Tre nuovi impianti per la produzione di biocarburanti idrogenati, la cui progettazione sarà ultimata entro il 2023 e la conseguente realizzazione entro il 2025. A dettare i tempi e le scadenze è proprio Eni, che a margine di un incontro sul futuro dello stabilimento di Stagno con il sindaco di Livorno Luca Salvetti, con quello di Collesalvetti, Adelio Antolini, e con il governatore Eugenio Giani scandisce le fasi di ciò che, a tutti gli effetti, indica un punto di svolta. Ovvero la riconversione dello stabilimento. "Progetto - ha evidenziato il sindaco Luca Salvetti parlando della bioraffineria - che coniuga obbiettivi industriali, compatibilità ambientale e stabilità occupazionale". 

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La stessa Eni infatti ha spiegato che la costruzione dei nuovi impianti sarà oggetto di un percorso di confronto con le istituzioni del territorio e con le organizzazioni sindacali di categoria, nell'ambito del modello relazioni industriali partecipativo e inclusivo. Si tratta di una svolta, caratterizzata dalla costruzione di un’unità di pretrattamento delle cariche biogeniche, di un impianto Ecofining da 500mila tonnellate/anno e di un impianto per la produzione di idrogeno da gas metano. La realizzazione della nuova bioraffineria all’interno dell’area industriale, che oggi ospita gli impianti per la produzione di carburanti e lubrificanti, consentirebbe così di massimizzare le sinergie con le infrastrutture già disponibili e di assicurare un futuro produttivo e occupazionale al sito.

Ricci (Eni): "Aumentare la disponibilità di prodotti decarbonizzati e ridurre le emissioni". Giani: "Scelta lungimirante e compatibile con il territorio"

Nella visione di Eni, descritta dal direttore generale Giuseppe Ricci, la creazione di una bioraffineria a Stagno rappresenta "l'aumento della disponibilità di prodotti decarbonizzati e sostenibili ai clienti e la possibilità di traguardare i target di riduzione delle emissioni scope 3". Per Ricci la coesistenza di impianti bio e tradizionali "è stata proficuamente testata con la recente produzione a Livorno di Eni Biojet, il primo Saf (Sustainable aviation fuel) esclusivamente da materie prime di scarto, grassi animali e oli vegetali esasusti grazie alla sinergia con la bioraffineria di Gela".

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E mentre Giani ha espresso "apprezzamento per la decisione di Eni di studiare la riconversione della raffineria in una bioraffineria improntata ad una transizione energetica sostenibile sia in termini ambientali che di mercato di sbocco", definendo la scelta "lungimirante e compatibile con il territorio di riferimento", il sindaco Luca Salvetti ha spiegato che "la definizione di chiare prospettive industriali e occupazionali per la raffineria Eni di Stagno ha visto il nostro impegno costante a fianco di istituzioni, sindacato e azienda, con l'imprescindibile obiettivo di dare un futuro all'impianto e certezze ai lavoratori. È grande - ha aggiunto - la soddisfazione nel constatare come gli sforzi di tutte le parti abbiano portato all'individuazione di un percorso virtuoso che ci auguriamo porti alla realizzazione nel nostro sito di una nuova bioraffineria". 

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Eni è il secondo produttore di biocarburanti in Europa, con 1,1 milioni di tonnellate/anno e gli obiettivi di incrementare la quota a 2 milioni entro il 2025 e a 6 nel prossimo decennio. Le bioraffinerie di Venezia e Gela trasformano in biocarburanti di alta qualità - biodiesel, ma anche bio-GPL e bio-nafta anche a uso dell'industria chimica - materie prime di scarto, residui e rifiuti che derivano da processi di trasformazione di prodotti vegetali o oli da colture non in competizione con la filiera alimentare.

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Dal 2023 Eni non tratterà più olio di palma e renderà disponibile il biocarburante idrogenato in purezza, contenente il 100% di componente biogenica, che può abbattere fino al 90% le emissioni GHG (GreenHouse Gas) Well to Wheel, ovvero lungo tutta l'intera filiera logistica e produttiva, fino al suo utilizzo finale.

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