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Cronaca

Call center in appalto per Tim, al Konecta di Livorno 106 posti a rischio: sciopero lunedì 18 marzo

I sindacati al fianco dei lavoratori: "Le scelte operate dal governo stanno creando esuberi, occorre intervenire"

Sono 106 i lavoratori del call center Konecta di Livorno a rischio a causa del crollo dei volumi di traffico inviati dal committente Tim. "La situazione è molto grave e critica" fanno sapere i sindacati che per lunedì 18 marzo hanno indetto uno sciopero generale della sede di Livorno.  Ad incrociare le braccia saranno anche le lavoratrici ed i lavoratori livornesi che operano su tutte le attività di customer care di Tim: Gruppo Distribuzione (Roma, Matera, Palermo), Abramo (Montalto Uffugo, Catanzaro, Crotone, Palermo) ed Ennova (Pomezia, Crotone, Cagliari). In totale sono oltre 2mila i posti di lavoro che si potrebbero perdere. 

"Le scelte operate dal governo in carica - sottolineano Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil - che ha deciso di smembrare la storica Tim in due società distinte che si occuperanno rispettivamente dei servizi telefonici (Servco) e delle infrastrutture di rete (Netco), oltre ad essere una scelta unica nel panorama europeo, sta creando esuberi diretti ed indiretti, mettendo a rischio realtà lavorative e favorendo i profitti finanziari di Kkr, fondo finanziario interessato all'acquisto della futura società Netco".

Sciopero call center Tim, cosa sta succedendo

"Per i 106 dipendenti, tutti operativi in telelavoro (solo una piccola parte di essi lavora nella sede locale dell'azienda in via Firenze), che fino a pochi anni fa lavoravano al call center di Guasticce di via Spagna, la società Konecta, per tamponare il pesante calo di volumi di traffico ha fatto prima partire la richiesta di smaltimento ferie e permessi e nelle ultime ore ha comunicato la richiesta di Fis". 

Nel mirino del sindacato le scelte della Tim: "Le difficoltà del settore sono note da tempo, ma è evidente che un calo così drastico del traffico telefonico non può che essere conseguenza di una deliberata scelta della compagnia telefonica, fatta all'unico scopo di ridurre le spese senza considerare né i contraccolpi occupazionali dei call center outsourcer né la qualità dei servizi erogati ai clienti. Il governo, che ha una importante partecipazione nella compagine societaria di Tim oltre che la responsabilità politica di quanto sta avvenendo nelle telecomunicazioni (Tlc), deve esercitare un ruolo incisivo affinché siano messi in atto tutti i provvedimenti necessari a rilanciare il settore e a tutelare i lavoratori che vi operano con serietà, professionalità e dedizione". 

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