Cronaca

Canile comunale, caos gestione: il Tar annulla l'affidamento alla cooperativa Il Melograno dopo il ricorso della Svs

Per i giudici amministrativi dovranno essere rivalutate le offerte da una nuova commissione. Il Comune: "Ma i cani non saranno abbandonati, la struttura resterà aperta e verrà garantita la continuità"

Futuro ancora incerto per il canile comunale 'La cuccia nel bosco'. Nei giorni scorsi infatti il Tar ha accolto il ricorso della Svs, di fatto annullando l'affidamento che il Comune aveva determinato nel dicembre dello scorso anno a favore della cooperativa il Melograno del consorzio Coob. Una vicenda che non è passata inosservata all'occhio delle opposizioni, subito scese sul piede di guerra per contestare l'operato della giunta Salvetti. Dal canto suo, il sindaco, ha fatto sapere che la vicenda non precluderà il regolare funzionamento del canile e che l'attuale gestore ne garantirà la continuità. Per cui senza nessun pericolo per i quattrozampe ospiti della struttura di Vallin Buio. 

Il Tar: "Offerte da valutare tramite una nuova commissione"

"La sezione I del Tar Toscana accoglie il ricorso e, per l'effetto, annulla i provvedimenti impugnati". È la sentenza numero 935 del 2021 a consentire di scrivere un altro capitolo relativo al canile comunale di Livorno. Il ricorso ai giudici amministrativi, infatti, a seguito della determina del Comune del 10 dicembre 2020 che aveva affidato la gestione dei servizi della struttura alla cooperativa Il Melograno del consorzio Coob, è stato promosso dalla Svs contro l'amministrazione stessa e nei confronti della cooperativa.

"La cuccia nel bosco", al canile comunale una mostra permanente fatta dai bambini

Anche Svs, infatti, aveva partecipato alla procedura competitiva indetta per l'affidamento dell'appalto di servizi per la gestione del canile comunale, ovvero servizio di cattura dei cani vaganti, cani e gatti feriti e pronto soccorso veterinario. Per i giudici amministrativi è fondata la situazione secondo la quale "la commissione avrebbe attribuito i punteggi alle offerte tecniche presentate dai partecipanti procedendo attraverso una loro comparazione, anziché pesando in assoluto le stesse alla luce dei criteri di valutazione prestabiliti".

Aggiungendo che la commissione "discostandosi dalla legge di gara ha invece espresso la sue preferenze attraverso un apprezzamento relativo della offerta presentata dal consorzio Coob rispetto a quelle delle concorrenti ritenendola 'maggiormente dettagliata', 'migliore', 'maggiormente articolata', etc". Per i giudici, dunque, la valutazione delle offerte dovrà essere nuovamente effettuata da parte di una nuova commissione.

Il Comune: "Il canile resterà regolarmente aperto"

"Preme evidenziare - ha fatto sapere l'amministrazione comunale tramite una nota - che il canile 'La cuccia nel bosco' è gestito direttamente dal Comune, ufficio Tutela Animali, e non è appaltato all'esterno come erroneamente è stato detto da alcune forze politiche. Il canile - aggiunge il Comune - resterà regolarmente aperto, anche se la sentenza del Tar Toscana richiede la nomina di una nuova commissione di gara per la valutazione delle offerte appunto per la gestione di servizi. I cani - viene sottolineato - non saranno di certo abbandonati". 

L'amministrazione infatti ha aggiunto che "la cooperativa Melograno, la quale ha in gestione una serie di servizi che ovviamente il Comune non può erogare direttamente (il Comune non ha un veterinario, non ha un operatore di canile, non ha un allacciatore di cani vaganti...), ne garantirà la continuità senza alcuna difficoltà, per i 36 cani attualmente presenti e per quelli che ancora dovessero essere ospitati fino al termine della nuova procedura di individuazione del vincitore dell'appalto". 

In pratica - spiega il Comune - la sentenza chiarisce che "il punteggio avrebbe dapprima dovuto essere assegnato da parte di ogni commissario in relazione a ciascuno degli elementi qualitativi previamente determinati, per poi giungere alla determinazione delle medie, il che ha logicamente escluso che il collegio valutatore potesse procedere ad un confronto comparativo". E dunque, come disposto dai giudici del Tar, il Comune - fanno sapere da palazzo civico - procederà a dare esecuzione alla sentenza rinominando la commissione e chiedendo una nuova valutazione delle offerte. 

Romiti (Fdi): "Danno per i cittadini e per i 36 cani all'interno della struttura"

La sentenza del Tar ha provocato immediate reazioni da parte delle opposizioni. Andrea Romiti, Fratelli d'Italia, ha sottolineato che "il canile comunale ha aspettato anni prima che potesse essere pronto e destinato ai nostri amici a quattro zampe, con lavori infiniti e pause lunghissime. Un luogo fondamentale per una società civile, dove gli animali vengono posti in sicurezza rispetto ai pericoli del randagismo e sono curati e accuditi".  

"Purtroppo - ha aggiunto Romiti -, questa sentenza di annullamento dell'affidamento è un danno grave non solo in termini economici per i cittadini, ma adesso crea anche problemi per quei poveri 36 cani che si trovano all'interno del nostro canile livornese e che non si sa chi se ne dovrà occupare. Ho già preparato un'interpellanza - ha concluso - per discutere di questa importante tematica in commissione, ma nel prossimo consiglio comunale il sindaco deve dire alla città cosa accadrà a questi nostri amici a 4 zampe che già hanno avuto una vita molto sfortunata". 

M5s: "Ennesimo capolavoro di questa amministrazione"

"L'annullamento della gestione del canile per opera del Tar è un altro 'capolavoro amministrativo' della giunta Salvetti - rincara la dose il M5s livornese con una nota firmata dalla capogruppo Stella Sorgente -. Lo diciamo ovviamente con amara ironia, visto che si sta andando verso tre gestioni diverse in due anni, e che al contrario servirebbe una continuità visto che questi soggetti affiancano l'ufficio tutela animali".

"Aver accorpato i diversi bandi che l'Amministrazione 5 Stelle aveva lanciato distinti dà un potere contrattuale maggiore al privato e indebolisce la gestione pubblica - aggiunge Sorgente -. Il primo passo è che il Comune rinnovi la commissione giudicatrice e vada a indire un nuovo bando di gara, con la consapevolezza che questo apre a una possibile richiesta di danni dall'attuale gestore il quale chiaramente non è responsabile di questa situazione. Di certo - conclude - possiamo dire che questa Amministrazione non è molto 'fortunata' con la giustizia amministrativa".

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