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Cronaca

Rsa Pascoli e Villa Serena: la rabbia dei lavoratori in consiglio comunale

La maggioranza boccia la mozione per la revisione del bando e il mantenimento dei posti di lavoro a rischio. Dai dipendenti volano gli insulti: "Buffoni"

E alla fine volarono gli insulti. Perché, dopo quindici giorni di tensioni, confronti e parziali rassicurazioni, l'epilogo della vicenda Pascoli e Villa Serena non ha per niente soddisfatto i lavoratori delle rsa comunali. Nella serta di lunedì 4 febbraio, infatti, il consiglio comunale si è opposto alla mozione delle minoranze per la revisione del bando sulla gestione le due strutture sanitarie, lasciando immutata una situazione che mette a rischio alcuni posti di lavoro. Una decisione inevitabile per la maggioranza, secondo cui non era più ammissibile far pagare ai cittadini dei posti letto vuoti per garantire un servizio di fatto non erogato.

Alla lettura dell'esito della votazione, i lavoratori presenti hanno dunque cominciato a gridare "buffoni", "vergogna", fino ad accusare i consiglieri di maggioranza di essere "la rovina di Livorno". Una rabbia crescente, con momenti di tensione altissima e la sospensione della seduta del consiglio comunale per far calmare gli animi, fino a quando i dipendenti hanno lasciato la sala del consiglio comunale tra la delusione, le lacrime e la rassegnazione.

Per la cronaca, la mozione presentata dai consiglieri Cannito (Città Diversa), Caruso (PD), Grillotti (Potere al Popolo), Amato (Forza Italia), Cepparello e Raspanti (Futuro!) chiedeva di "ricalibrare il bando in modo di evitare dei licenziamenti o abbattimenti degli stipendi". Presentata da tutte le forze di opposizione (fatta eccezione di Buongiorno Livorno che tutttavia ha votato con il resto delle minoranze), il provvedimento è stato respinto con 14 voti contrari della maggioranza e 11 favorevoli delle opposizioni.

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