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Cronaca

Sughere, detenuto aggredisce chi gli porta da mangiare e gli agenti della Penitenziaria. Il Sappe: "Situazione insostenibile"

La denuncia del sindacato: "Il nostro personale corre ogni giorno dei pericoli e chi dovrebbe prendere provvedimenti tace"

Sono stati momenti di grande tensione quelli che si sono vissuti nel carcere di Livorno nei giorni scorsi. Come denunciato dal Sindacato autonomo polizia penitenziaria, un detenuto, addetto alla distribuzione del cibo, è stato picchiato violentemente da un altro detenuto di origine libiche per motivi ancora da accertare. L'uomo lavorante ha perso i sensi ma questo non ha impedito al suo aggressore di continuare nella sua azione con numerosi calci e pugni alla testa. Neanche l'intervento della Penitenziaria è servito a calmare il detenuto che ha colpito più volte anche gli agenti prima di essere bloccato e fermato. 

"Ormai la situazione delle carceri toscane è fuori controllo - accusa il segretario regionale del Sappe Francesco Oliviero -. Il personale è sfiduciato ed ogni mattina non sa se riesce a tornare a casa dai propri familiari. Ciò che più dispiace è l'assenza di provvedimenti risolutivi da parte del provveditorato regionale". Parole dure anche da parte del segretario nazionale Donato Capece: "Non ci sono più parole per descrivere le gravi condizioni di disagio lavorativo in cui versa la polizia penitenziaria. Le nostre grida di allarme restano incredibilmente inascoltate dai preposti vertici istituzionali: solo proclami e belle parole, ma, di concreto, il nulla. È scandaloso che nel 2023 vi siano ancora persone indegne che usano la violenza per cercare di sovvertire il sistema istituzionale all'interno dei penitenziari mirato alla risocializzazione del detenuto, ma in rispetto delle regole. Fortunatamente in carcere ci sono anche persone che si dissociano da questi atteggiamenti violenti e cercano nello studio e nel rispetto reciproco la loro ragione di vita". 

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