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Case popolari, avviate 14 decadenze per morosità colpevole. Raspanti: "I controlli continueranno, partite altre diffide"

Chi ha ricevuto il provvedimento può pagare l'intero debito entro la data fissata per la liberazione dell'alloggio, dopo di che, in assenza di un rilascio volontario, si procederà con lo sgombero

Il Comune di Livorno ha avviato 14 decadenze per morosità colpevole da case popolari. I destinatari di questo provvedimento infatti a fine 2019 avevano ricevuto una diffida da parte di Casalp per mettersi in regola con il pagamento dell'affitto, ma non hanno fatto pervenire né un piano di rientro né hanno provveduto al saldo del debito. Altre cinquanta diffide sono state spedite nel corso dell'estate e ne saranno inviate altre cento entro la fine dell'anno per un totale di 200. 

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"Le decadenze emesse - spiega l'assessore al Sociale Andrea Raspanti - riguardano inquilini che, pur potendo pagare, hanno maturato negli anni debiti consistenti relativi ai canoni di affitto. Altre decadenze seguiranno nei prossimi mesi per gli inquilini che non provvederanno a regolarizzare la loro posizione nei termini indicati nelle comunicazioni ricevute. È un provvedimento forte ma giusto, che realizza le previsioni normative della legge regionale 2/2019. I destinatari, che hanno avuto tutto il tempo di avviare un percorso di ravvedimento, a questo punto hanno davanti un'unica soluzione: pagare l'intero debito (che in alcuni casi ammonta a decine di migliaia di euro) entro la data fissata per la liberazione dell'alloggio, dopo di che, in assenza di un rilascio volontario, procederemo con lo sgombero".

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Raspanti sottolinea un altro aspetto importante: "Stiamo facendo più di quanto non sia mai stato fatto in precedenza. Dobbiamo affermare un principio fondamentale: la casa popolare è un servizio per cui è prevista una forma di compartecipazione da parte dei beneficiari. I canoni sono proporzionati al reddito. Per coloro che sono impossibilitati a pagare esistono delle tutele, ma chi è in condizione di onorare gli impegni presi al momento della sottoscrizione del contratto è tenuto a rispettarli. Non possiamo tollerare comportamenti che ledono non solo la credibilità delle istituzioni e l'efficienza del sistema, ma soprattutto danneggiano le persone più svantaggiate. Abbiamo una lista di attesa molto lunga, con famiglie in grande difficoltà che aspettano da mesi quando non da anni una risposta". 

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