rotate-mobile
Giovedì, 8 Dicembre 2022
Cronaca Cecina

Bocciodromo Cecina, il bar chiude tra le polemiche e Arci accusa: "Costretti da chi non paga i debiti". Il Comune: "Presto un nuovo gestore"

"La colpa non è nostra", il cartello che era apparso all'entrata del locale. Ma l'associazione rispedisce al mittente le critiche. L'assessore Di Pietro: "Abbiamo perso un importante punto di riferimento, l'impegno è di riaprirlo quanto prima"

Un luogo di scambio intergenerazionale, frequentato da giovani e anziani, ma anche da persone appartenenti a etnie diverse che quotidianamente vi trascorrevano momenti di socialità e aggregazione. Tutto questo, fino allo scorso 18 ottobre, era il bocciodromo di Cecina e, nello specifico, il suo bar, "costretto" però "a chiudere per volontà non nostra", come si legge nel cartello apposto da chi, il locale, lo aveva avuto in concessione dall'Arci Bassa Val di Cecina, dal 2016 gestore dell'intera struttura comunale. 

Accuse che tuttavia il presidente dell'associazione culturale, Alessandro Masoni, ha puntualmente rispedito al mittente, tirando in ballo debiti non pagati per circa 35mila euro (su un totale di 60mila totali con tutte le associazioni presenti nel complesso, ndr). E proprio a causa di questi crediti mai riscossi, l'Arci, con un verbale, ha riconsegnato il bocciodromo al Comune che, come spiegato a LivornoToday dall'assessore alla Cultura Domenico Di Pietro, ha trovato il modo di mantenere aperto l'impianto impegnandosi a trovare il prima possibile un nuovo gestore per il bar.

Il Comune: "Perso un punto di riferimento, presto il nuovo gestore"

"La struttura è rientrata nel pieno dell’amministrazione - spiega Di Pietro - che ha provveduto a chiedere un allaccio straordinario all'Enel impedendo così l'interruzione del servizio di energia elettrica. Abbiamo poi mandato una lettera a tutte le associazioni presenti chiedendo loro di confermarci la volontà di mantenere la sede nella struttura e di contrattualizzare con noi la relazione, che prima avevano con l'Arci, in modo tale da continuare a fare la propria attività". 

Assessore Di Pietro-2
L'assessore Domenico Di Pietro

Al momento quindi solamente il bar ha cessato la propria attività: "Esatto. Verrà riaperto al momento in cui si perfezionerà il percorso per individuare un nuovo gestore. Ci vorrà un po' di tempo perché ci sono delle tempistiche tecniche da rispettare ma noi faremo di tutto per far sì che quel locale possa riaprire il prima possibile. Con il tempo infatti si era trasformato in un vero e proprio punto di riferimento, un luogo di scambio intergenerazionale dove si ritrovavano giovani e anziani che per noi è fondamentale mantenere". 

L'Arci: "Non siamo una banca e vantiamo crediti per oltre 35mila euro" 

Grande, quindi, lo sconcerto tra gli abituali frequentatori. Ma Alessandro Masoni, presidente Arci Bassa Val di Cecina, non usa molti giri di parole per individuare i responsabili della situazione: "Noi siamo un'associazione con una storia che va avanti da decenni. Gestiamo moltissimi circoli in Toscana ma non per questo siamo una banca o un incubatore di impresa. Non facciamo credito illimitato a imprenditori che non rispettano quanto stabilito e il bar in questione ha un debito nei nostri confronti, tra affitto e utenze non pagate, di oltre 35mila euro. Per noi è una sconfitta, anche perché la struttura era diventata per molti una seconda casa. Il fatto che tuttavia ci venga addossata la colpa è paradossale". 

Masoni poi entra nel dettaglio: "Con i gestori avevamo stipulato un contratto che i primi 3 anni prevedeva un affitto di mille euro e il pagamento da parte nostra delle utenze. Successivamente era era previsto un incremento di 200 euro del canone e il pagamento in quota parte della bolletta dell'energia e per evitare problemi nel 2020 abbiamo installato un contatore divisionale che serviva a evidenziare il consumo del bar. Purtroppo però quando è stato il momento di pagare, questo non è mai avvenuto e al 30 di settembre abbiamo da riscuotere ancora 12mila euro di affitti e 26.900 euro di bollette". 

"Abbiamo fatto di tutto per andare incontro al bar"

I ritardi nei pagamenti, secondo Arci, sono iniziati fin da subito: "Questa situazione va avanti dal 2019, poi con il Covid abbiamo dimezzato il canone per non gravare su un'attività che, per legge, doveva restare chiusa. Una volta finite le restrizioni abbiamo stabilito un piano di rientro del debito e ci sono stati versati 13mila euro di affitti arretrati mentre per la restante parte avevamo concordato che ci venisse pagata una quota fissa al mese di 500 euro".

Alla fine all'Arci, dopo numerosi incontri con i gestori del bar e il Comune, non è rimasto altro da fare che fare causa: "A marzo di quest'anno per cercare di concludere il tutto rapidamente - spiega Masoni - abbiamo proposto il pagamento degli arretrati del canone e solamente il 30% delle bollette a patto che l'immobile venisse lasciato il prima possibile. Questo però non è stato accettato perché c'era l'estate alle porte e loro hanno sfruttato al massimo le serate organizzate dal circolo visto che chi partecipava poi si andava al bar a bere qualcosa".   

La replica del bar: "Chiudiamo non per colpa nostra"

Polemiche smorzate dal bar Boccio che nei giorni scorsi aveva annunciato: "Tutte le cose belle prima o poi finiscono. Il Bar Bocciodromo dal 19 ottobre non esisterà più. Ci dispiace immensamente ma non dipende da noi". "È in corso un diatriba tra noi e Arci - spiegano poi dalla struttura - e ci sono stati fraintendimenti da ambo le parti. Noi è vero che abbiamo sospeso i pagamenti da marzo-aprile ma il problema è che l'Arci non ha più potuto pagare le nostre bollette della luce perché non aveva disponibilità per farlo e hanno imputato tutto questo alla nostra negligenza. Ma ci sarà una sede opportuna dove discutere di questi aspetti". 

Il dispiacere più grande, oltre alla perdita dell'attività, è il venir meno dell'aspetto sociale del bar: "Era diventato per tanti una seconda famiglia, un punto di incontro per giovani e anziani. Eravamo l'unico locale in tutta Cecina a restare aperti fino a mezzanotte e qui convivevano pacificamente etnie diverse, tutti sono stati sempre i benvenuti. Noi nel nostro piccolo sappiamo che qualcosa di buono lo abbiamo fatto e non punteremo il dito contro qualcuno come invece altri stanno facendo". 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Bocciodromo Cecina, il bar chiude tra le polemiche e Arci accusa: "Costretti da chi non paga i debiti". Il Comune: "Presto un nuovo gestore"

LivornoToday è in caricamento