Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

'Ndrangheta, Livorno snodo privilegiato del narcotraffico: il porto crocevia della droga tra il Nord Europa e il Sudamerica

Il comandante provinciale dei carabinieri, Massimiliano Sole: "Lo scalo livornese tra i preferiti delle cosche, una delle quali composta da soggetti ormai residenti in Toscana e inseriti nell'economia tradizionale. Quella conclusa ieri è un'operazione storica"

Era il maggio del 2017. E nelle acque antistanti la Terrazza Mascagni vengono individuati una decina di zaini contenenti circa duecento chili di cocaina purissima, del valore sul mercato di più di 10 milioni di euro. Parte da qui, e assume rilevanza internazionale, il filone d'indagine relativo al narcotraffico che i carabinieri di Livorno insieme ai Ros hanno condotto con il coordinamento della Dda di Firenze. "Un'operazione storica", come l'ha definita il colonnello Massimiliano Sole, che ha portato all'alba di giovedì 15 aprile all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari nei confronti di 17 persone. I reati contestati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata all'estorsione all'illecita concorrenza con violenza e minaccia, ma anche sub-appalto irregolare, associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e favoreggiamento personale, il tutto aggravato sia dal metodo mafioso che dall'avere agevolato la cosca Gallace di Guardavalle (Catanzaro). Nel mirino l'ingente approvvigionamento di cocaina da parte della cosca calabrese e la successiva distribuzione in Toscana, nel cui ambito è stato arrestato un importante latitante di 'Ndrangheta. "Livorno - aggiunge Sole -, da questo punto di vista è uno dei porti preferiti dal narcotraffico, è considerata una rotta privilegiata e rappresenta una cerniera tra il nord Europa e il Sudamerica". 

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Gli zaini contenenti la cocaina dovevano essere recuperati qualche giorno prima del 5 maggio 2017 dai destinatari del carico. L'operazione, però, non andò a buon fine a causa delle coordinate errate fornite alla persona incaricata che, arrivata sul posto in barca a vela, non riuscì a rintracciare gli zaini. Quasi tutti i soggetti coinvolti sono stati poi identificati grazie ad un server ritrovato in Costa Rica e alla successiva decodificazione da parte dei carabinieri di alcune chat criptate. Conversazioni che hanno permesso di dare un nome ai trafficanti. Da qui un'altra indagine parallela che ha consentito di ricostruire altri movimenti dello stupefacente che transitava dal nord Europa e, dopo un passaggio a Stagno, finiva nei camion diretti in Sardegna.  "Si è conclusa così una splendida operazione frutto di uno straordinario coordinamento della Dda di Firenze - evidenzia il colonnello Sole -. Noi ci siamo occupati del fronte relativo al narcotraffico, dal ritrovamento di quegli zaini nelle acque del centro, nel maggio del 2017, è partita tutta l'attività che poi ha consentito di sgominare questa cosca che ha mostrato di avere soggetti ormai residenti in Toscana impegnati nel curare certi aspetti, persone inserite anche nell'economia tradizionale".

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