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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Cronaca

Sospensione Gonnelli, salta la commissione. Le opposizioni: "Decadenza istituzionale"

"Non mettiamo in dubbio il provvedimento ma volevamo capire se l'atto fosse in qualche modo legato all'indagine sul sindaco in merito all'alluvione"

Della sospensione per tre mesi dell'ex capo della protezione civile Leonardo Gonnelli il consiglio comunale non parla. La commissione straordinaria convocata a porte chiuse nella mattina dell'8 aprile, infatti, non si è svolta a causa della mancanza del numero legale. Una situazione, questa, non nuova a Palazzo civico, visto che il 4 aprile non è stato possibile procedere alla votazione per il piano strutturale a causa dell'abbandono del consiglio comunale da parte delle opposizioni. In verità, la commissione ha avuto luogo soltanto per pochi minuti: il capogruppo del M5s Marco Galigani ha infatti preso la parola per leggere una nota poi depositata agli atti, ma subito dopo ha abbandonato l'aula impedendo di fatto alla commissione di poter proseguire. Una scelta, quella pentastellata, determinata dal fatto che il provvedimento riguardante Gonnelli sarebbe soltanto la conclusione di un procedimento amministrativo e, dunque, la politica non avrebbe il diritto di giudicarlo ma soltanto di approfondirlo. 

La posizione della maggioranza

Nel pomeriggio il gruppo del M5S ha rilasciato una nota su quanto accaduto: "Alla faccia del bene comune. Ieri le minoranze hanno disertato l'aula nel momento in cui si doveva votare l'atto politico più importante che disegna il futuro della città. Oggi in compenso avrebbero voluto discutere in commissione di un provvedimento disciplinare preso, così come prescrive la normativa, da un dirigente nei confronti di un altro dirigente. Un'intromissione politica bella e buona nel campo della tecnica amministrativa. Un abominio cui ci siamo sottratti, non partecipando alla commissione e facendo mancare il numero legale. Livello politico e livello amministrativo devono stare ben separati. Leonardo Gonnelli avrà tutto il tempo e tutte le occasioni di ottenere giustizia contro il provvedimento di sospensione per tre mesi che gli è stato notificato per non aver controllato l'operato di un suo diretto dipendente condannato per peculato, se lo riterrà necessario. Quello che certo non è opportuno è che il consiglio comunale si trasformi in un tribunale amministrativo".

La replica dell'opposizione 

I consiglieri Marco Ruggeri (Pd), Andrea Raspanti (Gruppo misto - Futuro), Giuseppe Grillotti (Potere al popolo) e Monica Ria (Pd) hanno risposto a quanto proclamato dalla maggioranza: "Questa mattina doveva tenersi una seduta per permettere ai consiglieri di conoscere le ragioni della sospensione del dirigente Leonardo Gonnelli.
La commissione, trattandosi di argomenti che riguardavano direttamente le persone, avrebbe dovuto tenersi a porte chiuse. Alla fine non si è tenuta. In apertura il capogruppo grillino, Marco Galigani, ha letto una dichiarazione con cui ha annunciato la decisione della maggioranza di non partecipare ai lavori, di fatto facendo mancare il numero legale, pratica a cui ultimamente i consiglieri del M5S sono affezionati. La dichiarazione dei cinque stelle, agli atti della commissione, è chiaramente un maldestro tentativo di non affrontare il problema, un modo di fuggire dalle discussioni. Ci accusano di confondere il piano politico e quello amministrativo e lo fanno citando, tra l'altro, sentenze di condanna e documenti che erano esattamente quelli di cui volevamo conoscere i contenuti, lasciando chiaramente intendere di essere già in possesso di questi atti. Come li hanno avuti? Il nostro intento era capire cosa fosse successo, ovviamente senza entrare nel merito del provvedimento disciplinare, ma fugando ogni dubbio sul fatto che questa sospensione possa essere in qualche modo strumentale alla linea difensiva del sindaco, indagato per l'alluvione. Purtroppo abbiamo sbattuto ancora una volta contro il muro di gomma di una maggioranza che usa i numeri per non discutere, proclama la trasparenza per dimostrarsi nei fatti l'amministrazione più restia a rendere noti atti e decisioni che ci sia mai stata a Livorno. Noi però non ci arrendiamo: abbiamo fatto accesso agli atti, le notizie che non abbiamo avuto oggi forse le avremo tra qualche settimana. Questo episodio, come la seduta sul Piano Strutturale, ci danno il senso di un decadimento istituzionale figlio di un'amministrazione che è presa solo dalla necessità di sopravvivere, piuttosto che da quella di lavorare per il bene della comunità". 

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