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Cronaca

Comunità senegalese, la rottura è politica: accuse reciproche tra i due leader

Spaccatura all'interno della comunità. Il presidente Serigne: "Diop agisce per interesse personale mosso dal Pd". La replica: "Strumentalizzato da Nogarin"

Ormai la spaccatura all'interno della comunità senegalese di Livorno è netta. Una rottura politica, più che altro, come dimostrano le due manifestazioni organizzate la mattina di sabato 2 febbraio per ricordare la morte di Gora Thiam. La prima, alle 9, promossa da Modou Ngome Serigne, presidente della comunità senegalese di Livorno e riconosciuto anche dal console del Senegal, Andrea Ermini; la seconda, un paio d'ore dopo e decisamente più numerosa, organizzata dallo storico rappresentante della comunità, Diop Mbaye, oggi presidente di Casto (Coordinamento associazioni senegalesi in Toscana ), e appoggiata da Nango Seck, parlamentare del Senegal deputato della diaspora per l'Italia. E se il pretesto era il ricordo dell'amico Gora e la richiesta di un maggior rispetto nei confronti della comunità, secondo alcuni venuto meno nella gestione della sepoltura del 58enne africano, le manifestazioni sono in realtà sfociate in un doppio atto di accusa tra gli stessi Serigne e Diop.

Serigne: "Diop fa iniziative personali per interessi politici ed è sostenuto dal Pd"

Accuse pesantissime, di natura politica, che non lasciano spazio a interpretazioni. "Mi dissocio da quanto accaduto all'ospedale di Livorno - attacca Serigne -, questo gesto di violenza è stato fatto da Mbaye Diop e alcuni suoi seguaci. Lui, d'altronde, fa queste iniziative solo per suo interesse personale e politico. Tutti sappiamo che Diop è stato per venti anni nel Pd: ora fa tutto questo per far fuori il nostro sindaco Nogarin". Per quanto riguarda la denuncia che il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, ha mosso contro la comunità senegalese, Modou Ngome Serigne prende le distanze: "Non doveva essere denunciata la comunità senegalese - spiega Serigne -, ma soltanto Diop e alcuni suoi seguaci. Lui non è mai stato vicino alla nostra comunità, gli interessa solo fare politica". 

Diop: "Dietro di me non c'è nessuno, mentre tra Serigne e Nogarin..."

Alle 11 è arrivata anche la replica da parte di Diop Mbaye, che in piazza ha portato circa 200 senegalesi: "Non è un segreto che il sindaco non abbia mai voluto questa manifestazione, condannandola proprio in questi giorni - spiega Diop prima di rispondere a chi lo accusa di muoversi per interessi personali e avere alle spalle il partito democratico -. Non c'è nessun partito dietro di me, non c'è nessun politico, mentre non sono sicuro che altri possano dire lo stesso. Io dico che è Serigne a essere strumentalizzato politicamente dal sindaco Nogarin e dai suoi amici che dicono di rappresentare il Senegal". Il riferimento è al console Andrea Ermini, ma Diop non si ferma e, in attesa di quanto dovrà essere chiarito dalla magistratura, conclude: "Oggi siamo qui perché anostro avviso c'è stata una mancanza di rispetto nei nostri confronti. Nogarin butti giù le mani dalla comunità senegalese e pensi a fare il sindaco della città". Insomma: una spaccatura forte che, principalmente, penalizza proprio i membri della comunità senegalese, costretti ogni volta confrontarsi con una doppia verità. 

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