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Cronaca

Caso Perini-Salvetti, il consigliere della Lega: "Censura politica degna di un regime, ma nessuna paura della querela"

L'esponente del Carroccio parla dopo la proposta della giunta comunale di querelarlo per diffamazione in seguito alle frasi rivolte al sindaco in Consiglio: "Ho le prove che dico il vero, chiederò il patrocinio legale a spese del Comune"

Nessuna paura della querela "perché ho le prove che dico il vero", ma preoccupato per un pericoloso precedente assimilabile a "una censura politica degna di un regime". A pochi giorni di distanza dalla delibera di giunta in cui si autorizza il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, a procedere con una denuncia-querela per diffamazione nei suoi confronti per quanto dichiarato in seduta consiliare, l'esponente della Lega Alessandro Perini è intervenuto sulla questione presentandosi in conferenza stampa, sabato 30 ottobre, con una sciarpa a mo di bavaglio e la foto della dissidente politica birmana Aung San Suu Kyi. "Non per paragonarmi all'attivista birmana - dice - ma per evidenziare la vicinanza con quanto succede nelle dittature".

"Salvetti vorrebbe un'opposizione silente o, preferibilmente, imbavagliata"

Tutto nasce dalle frasi rivolte al sindaco dal consigliere delle Lega durante la seduta dello scorso 14 novembre ("Il sindaco si accompagna e si fa fotografare con indagati per minacce e aggressione", ndr), ritenute appunto diffamatorie dalla giunta che ha proposto al sindaco di procedere per vie giudiziarie. Un iter che, sostiene Perini, "non mi spaventa ma preoccupa perché si tratta di un vulnus nella vita democratica del consiglio comunale, dove la libertà di espressione, di opinione e di critica politica non hanno vita facile. Il sindaco Salvetti vorrebbe un'opposizione silente o, preferibilmente, imbavagliata. Questo, però, in democrazia non è possibile. Salvetti se ne faccia una ragione".

Perini (Lega): "Deriva antidemocratica, ricordo a Salvetti che il Comune non è cosa sua"

Di seguito il comunicato integrale del consigliere della Lega, Alessandro Perini

"Ho appreso dagli organi di stampa la notizia che il sindaco ha addirittura riunito la giunta comunale (delibera di giunta n. 566 del 2021) per impegnare il Comune a procedere a denunzia - querela e costituzione di parte civile contro di me. È scandaloso utilizzare la macchina amministrativa, con i suoi dipendenti e le risorse economiche comunali, per attaccare dal punto di vista giudiziario e tentare di tacitare un consigliere comunale dell'opposizione.

La querela di Salvetti non mi fa nessuna paura, perché ciò che ho detto è vero e ne ho le prove. Mi preoccupa, invece, la pericolosità di questo precedente politico. Si tratta di una vera e propria censura politica, "degna" di un regime. Cercare di far incarcerare chi sta all'opposizione è ciò che accade nelle dittature. Ecco perché mi sono presentato in conferenza stampa imbavagliato e con la foto di Aung San Suu Kyi. Non si tratta di fare paragoni con la storia personale della celebre dissidente politica, ma di evidenziare la pericolosa vicinanza con quello che accade nelle dittature.

La giunta comunale non è un organo tecnico né imparziale, ma un organo politico composto dal sindaco stesso e dai suoi assessori. Sono tutti soggetti politici espressione della Maggioranza. Mi chiedo, allora, con quale obiettività abbia potuto valutare il contenuto delle affermazioni politiche espresse da un Consigliere che fa opposizione. La decisione presa dal sindaco e dalla sua giunta è talmente clamorosa che si non trovano casi analoghi in tutta Italia. Un vero unicum giuridico e politico.

Si tratta di un vulnus nella vita democratica del Consiglio Comunale, dove la libertà di espressione, di opinione e di critica politica non hanno vita facile. Ma questa deriva antidemocratica l'abbiamo già vista emergere qualche mese fa. Infatti, nel Consiglio Comunale del 22 luglio, la Maggioranza di sinistra aveva presentato una surreale mozione con la quale incaricava il sindaco Salvetti ad «adottare ogni provvedimento opportuno» contro le «Autorità Pubbliche e le Istituzioni comunali» (consiglieri inclusi). La mozione era così palesemente illegittima, che gli stessi proponenti furono costretti a modificarne il testo.

Per ricordare a Salvetti che il Comune non è cosa sua e che anche chi sta all'opposizione ne fa parte, ho deciso di chiedere il patrocinio legale a spese del Comune così come previsto dalla Legge. Ringrazio, infine, i parlamentari della Lega, i colleghi consiglieri e tutti i militanti per il grande sostegno che mi hanno dimostrato".

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