Coronavirus, Conte: "Chiuse tutte le attività produttive non necessarie, garantiti i servizi essenziali"

Potranno continuare la propria attività supermercati, alimentari, farmacie e parafarmacie. Saranno garantiti i servizi essenziali: bancari, postali, assicurativi, finanziari e i trasporti

Il governo Conte, cercando di fermare la crescita dei contagi da Coronavirus in Italia, ha annunciato una serie di nuove misure, nella tarda serata di sabato 21 marzo, che saranno valide almeno fino al 3 aprile. "Siamo di fronte alla crisi più grave che il nostro Paese sta affrontando dal dopoguerra - le parole del premier -. È il momento di compiere un ulteriore passo in avanti e per questo ho deciso di chiudere ogni attività produttiva non strettamente necessaria". L'annuncio di Conte, che dovrebbe soddisfare le richieste delle regioni del nord Italia, le più colpite e da giorni in pressing per ottenere misure più stringenti, è arrivato al termine di una lunga riunione in videoconferenza con sindacati e associazioni delle imprese.

Coronavirus, l'appello di Salvetti e dei sindaci della Toscana: "Si prendano tutte le misure necessarie"

Un inasprimento delle misure, rispetto all'ultimo decreto, era stato reclamato anche dai sindaci della Toscana, Salvetti compreso, in una lettera inviata proprio al Presidente del Consiglio: "Prendiamo atto delle misure sin qui adottate che abbiamo difese e spiegate oltre che applicate, ma ora siamo convinti che ci voglia uno sforzo in più. Occorre mettere in campo tutte, ma proprio tutte le misure che ci consentano di vincere questa battaglia. Lo sappiamo: è un sacrificio importante che si chiede al mondo delle imprese. Ma in questi giorni, in queste settimane non bisogna lasciare niente di intentato". 

Coronavirus, Conte: "Restano aperti supermercati, farmacie e negozi di prima necessità"

"Non potevamo fare diversamente". Queste le parole di Conte per descrivere le nuove misure emanate. La lista delle attività che dovranno chiudere e quelle che invece potranno continuare a operare non è stata data dal premier (la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dovrebbe arrivare nella tarda mattinata del 22 marzo, ndr) che, tuttavia, ha dato alcune anticipazioni: "Chiuderemo tutte le attività produttive non cruciali. Ma resteranno aperti supermercati, alimentari, farmacie e parafarmacie. Saranno garantiti i servizi essenziali: bancari, postali, assicurativi, finanziari e i trasporti. Assicureremo, inoltre, tutti i servizi pubblici essenziali, ad esempio i trasporti, e le attività connesse a quelle essenziali. Al di fuori delle attività essenziali, consentiremo solo il lavoro in smart working e consentiremo solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale". 

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