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Cronaca

Coronavirus, emergenza mascherine: l'allarme di medici, infermieri e operatori sanitari. La Regione: "In arrivo 94mila dpi"

Dopo la lettera degli Ordini delle Professioni Infermieristiche che lamentano la scarsità di presidi adeguati nelle varie strutture della Toscana, il governatore Enrico Rossi ha disposto l'arrivo di nuovo materiale per permettere agli operatori di lavorare in sicurezza

Il premier Giuseppe Conte lo aveva annunciato durante una conferenza stampa del 13 marzo: "Mascherine gratis per tutti i lavoratori". Eppure, medici, infermieri e operatori sanitari di tutta Italia lamentano proprio la mancanza dei principali presidi sanitari nelle varie strutture. Denunce che arrivano anche dall'ospedale di Livorno, dai medici di famiglia e da quelli del servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica): in paticolare, negli ambulatori di via Venuti, al momento si può contare solamente su due scatoloni con poche mascherine, pochissimi occhiali e nessun camice monouso. Insomma, scarseggiano quei rifornimenti che oggi sono più che mai necessari per svolgere il lavoro in sicurezza e dei quali servirebbe un approvvigionamento continuo considerata la piena emergenza Coronavirus.

Ad alzare la voce sGli Ordini delle professioni infermieristiche della Toscana hanno scritto all'assessore regionale Stefania Saccardi e al Governatore Enrico Rossi per lamentare turni massacranti e mancanza di dispositivi adeguati per la sicurezza. Pronta la risposta del presidente che ha predisposto l'arrivo di 94mila mascherine. 

Coronavirus, al via al sanificazione di strade e piazza 

Gli Ordini degli infermieri scrivono alla Regione: "Garantite la nostra sicurezza"

Di seguito riportiamo la lettera inviata a Rossi e Saccardi da parte degli Ordini delle professioni infermieristiche della Toscana: "Scriviamo in nome e per conto di oltre 30mila infermieri che sul territorio della Toscana sono chiamati alle armi per fronteggiare il pericolo a cui questa emergenza sanitaria li sta esponendo, intendiamo esporre quanto segue. Molti di noi sono in prima linea con turni massacranti, mancati riposi, notti in piedi e tanti sacrifici, anche familiari. Il Covid-19 ha sorpreso tutta la popolazione per la sua virulenza, pertanto tutti si affidano al personale sanitario per avere delle risposte concrete, utili per affrontare questa emergenza. Siamo a conoscenza che il Sistema sanitario regionale sta cercando di affrontare al meglio la situazione, preparandosi con la strumentazione e i presidi adeguati per accogliere i pazienti positivi".

"Tuttavia moltissimi colleghi ci contattano e ci informano sulla difficoltà delle aziende a garantire adeguati Dpi (tute, occhiali protettivi, mascherine Ffp2 e Ffp3 ). Questa carenza comune in tutta la Regione, espone inesorabilmente gli operatori sanitari al rischio di risultare positivi al Covid-19, e questo non è accettabile. È necessario prendere provvedimenti immediati e tempestivi. È importante preservare la salute di tutti ed in particolare di chi lavora in sanità".

Gli infermieri: "Possiamo sconfiggere il Coronavirus solo con le giuste protezioni"

"Altrimenti chi rimarrà a prendersi cura della cittadinanza? - continua la lettera - Nelle ultime ore abbiamo letto di numerosi operatori sanitari, di infermieri e di medici che sono risultati positivi al tampone e con la prima sintomatologia attiva. Gli infermieri hanno dimostrato di essere instancabili, diligenti, di una generosità e altruismo unico, anche dopo molte ore di lavoro stremanti. Mantenere sangue freddo è nel nostro Dna soprattutto quando la situazione si fa critica. È vero non possiamo permetterci il lusso di rinchiudersi in casa con le nostre famiglie, non possiamo cedere alla paura, allo sconforto e alla stanchezza, il nostro essere professionisti, il nostro codice deontologico e la nostra coscienza ci guidano in questo campo di battaglia. Possiamo sconfiggere il Coronavirus solo con le giuste protezioni. Le uniche nostre armi sono queste. Chiediamo la garanzia che ci siano adeguati dpi e non soluzioni insicure e non certificate. Possiamo chiedere ai nostri colleghi tutti i sacrifici, ma non di combattere una guerra con i fucili di legno. Sappiamo che ne siete consapevoli. Ma pretendiamo onestà intellettuale e risposte ancora più chiare in tema di DPI. Regione e aziende si prendano la responsabilità di fornire indicazioni di comportamento agli operatori in mancanza dei suddetti dpi, cessando di lasciare questo onere così pesante ai singoli professionisti".

Enrico Rossi regione toscana-10

Rossi sull'emergenza mascherine: "Avviata la distribuzione di 94mila"

Per tentare di ovviare a questa grave mancanza, la regione Toscana si è dunque attivata. Il governatore Rossi, dopo aver dato mandato all'Estar (Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale) di acquistare e organizzare la consegna di un kit di protezione a medici, pediatri di famiglia e medici continuità assistenziale, ha iniziato la distribuzione, a partire da oggi domenica 15 marzo, di 94mila mascherine: "Quelle della Protezione civile sono in attesa di validazione da parte dell'Oms. Intanto sono in arrivo 94 mila dispositivi sicuri, tra certificati o testati. Si tratta di 40mila mascherine a marcatura CE, idonee dunque a tutti gli effetti, e di 54mila autoprodotte in Toscana in tessuto non tessuto a triplo strato e con elastico, già testate dal dipartimento di chimica dell'università di Firenze, di qualità certamente migliore rispetto a quelle della Protezione civile nazionale e che riceveranno secondo le procedure la validazione dell'Istituto superiore di sanità nelle prossime ore".

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