Coronavirus, all'isola d'Elba due famiglie cinesi in quarantena volontaria: "Situazione sotto controllo"

Erano andate in Cina a festeggiare il capodanno in una località distante oltre mille km da Wuhan. Il sindaco di Portoferraio: "Non c'è bisogno di creare allarmismi"

Il cartello affisso fuori dal negozio della famiglia cinese

In "quarantena volontaria" per scongiurare qualsiasi rischio di contagio. In un momento in cui la paura del Coronavirus (Covid-19) sta assumendo i contorni della psicosi collettiva, è stata questa la decisione di due famiglie di origine cinese appena rientrate a Portoferraio (Isola d'Elba), dopo aver trascorso in Cina le festività del Capodanno in una località distante mille chilometri da Wuhan. Sono stati gli stessi cittadini cinesi a informare la cittadinanza della loro decisione affiggendo, sulla porta del bar che gestiscono, un cartello: "Siamo ritornati, stiamo tutti bene, dobbiamo fare 14 giorni di quarantena volontaria per ulteriore sicurezza verso la clientela. Riapriamo il 27 febbraio".

La scelta delle famiglie è maturata dal momento che i loro figli (tre in tutto), in base ai protocolli previsti dal ministero della Salute, in accordo con l'Asl e sotto il monitoraggio del medico di famiglia, dovevano stare 14 giorni in isolamento prima del rientro in classe.  

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Coronavirus, famiglie cinesi in isolamento volontario. Il sindaco di Portoferraio: "Situazione sotto controllo"

Il sindaco di Portoferraio, Angelo Zini, fa il punto della situazione al fine di evitare preoccupazioni tra gli abitanti del comune elbano: "Le famiglie sono rientrate dalla Cina nella prima settimana di febbraio via Dubai - le sue parole -, precisamente da una località che dista circa 1000 km dal centro in cui è scoppiata l'epidemia. Non sussiste comunque alcun rischio dal momento che tutti sono seguiti dalla Asl e nessuno presenta alcun sintomo. A Portoferraio risiedono circa 30 persone di origine cinese e posso assicurare che non c'è motivo di creare allarmismi". 

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