Coronavirus, le rassicurazioni del professor Sani: "Rischio era basso, ma giusto essere sempre scrupolosi"

Parla il primario del reparto Malattie infettive dell'ospedale di Livorno dopo il caso sospetto poi scongiurato dai test: "Ottimo lavoro, procedure eseguite correttamente anche dal paziente"

Il primario del reparto Malattie Infettive di Livorno, prof. Spataco Sani (Foto Asl Toscana Nord Ovest)

La negatività delle analisi sul paziente ricoverato all'ospedale di Livorno come caso sospetto di Coronavirus è una buona notizia per due ragioni: la prima ovviamente, perché significa che il malessere accusato martedì scorso dall'uomo rientrato due giorni prima dalla Cina altro non era se non un po' di febbre con disturbi respiratori modesti; la seconda, che rassicura altrettanto i cittadini livornesi, è che le procedure preventive seguite dal 118, dal reparto di Malattie Infettive dell'ospedale di Livorno e dal paziente stesso sono state seguite correttamente, consentendo così una gestione ottimale della situazione.

Sani, primario Malattie Infettive: "Procedure eseguite correttamente"

Insomma, se proprio ce ne fosse ancora bisogno, Livorno si è dimostra pronta ad affrontare una simile situazione. A spiegare come è stato trattato il caso è il primario di Malattie Infettive, professor Spartaco Sani. "Sapevamo che i rischi erano bassi - attacca Sani - perché a Shangay, dove era stato il paziente, i casi documentati erano pochi, circa 200, ma è stato corretto fare quello che si è fatto". "Questo signore - prosegue Sani - dal proprio domicilio ha chiamato il 118, che ci ha subito allertato, ed è stato portato in reparto con un percorso protetto senza incontrare nessuno. Arrivato a Malattie Infettive, gli è stato fatto un tampone per la diagnosi che abbiamo inviato al laboratorio di Virologia al Policlinico Le Scotte, dove è stato processato e risultato negativo".

Coronavirus, negativi i risultati sul caso sospetto a Livorno

Sani: "Casi potenzialmente a rischio vanno subito studiati"

"In pochissimo tempo si è dunque risolto il problema - dice ancora Sani -, siamo molto soddisfatti. Se si vuole impedire che la malattia si diffonda in altri Paesi, i casi potenzialmente a rischio vanno immediatamente screenati e studiati. La maggior parte dei risulterà poi negativa, ma la procedura da fare, corretta, è quella che abbiamo eseguito qui a Livorno. E devo fare i complimenti a tutti, a partire dal paziente che ha seguito un percorso virtuoso fino al 118".

"È questo l'approccio giusto: il paziente che chiama il 118, senza passare dal pronto soccorso né tantomeno venire sulla porta del reparto come purtroppo qualcuno fa - continua il professore -. Ovviamente il rischio sussiste solo se si è stati in Cina, soprattutto nelle zone del Wuhan, e se si è tornati da meno di quindici giorni, considerato che per l'incubazione della malattia è stato stabilito un tempo non superiore alle due settimane". 

Sani: "Il primo test è andato bene, speriamo di farne il meno possibile"

"Il primo test - conclude Sani -, almeno da un punto di vista gestionale, è andato bene. Speriamo di farne meno possibile, considerato che abbiamo molto lavoro e che questi tipi di procedure complicano un po' il tutto, ma almeno adesso sappiamo di essere preparati. Un eccesso di scrupolo? Sì, ma abbiamo fatto bene ad agire così, era importante anche per dare un messaggio di tranquillità. Queste cose vengono fatte non tanto perché si accerti o meno il caso, quanto per avere un meccanismo di controllo il più rigoroso possibile che, qualora si presentasse un caso, possa essere gestito in sicurezza. Direi che è andata molto bene, sono stati tutti molto bravi".

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(Nella foto dell'Asl, il primario del reparto Malattie Infettive di Livorno, prof. Spataco Sani)

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