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Coronavirus Livorno, storie di videochiamate dall'ospedale: "Ho potuto rivedere la mia nipotina dopo tanto tempo"

Una 69enne, paziente oncoematologica positiva al covid 19 e ricoverata in isolamento dal 25 marzo, racconta la gioia nel poter vedere, tramite un tablet, la propria famiglia: "Un'emozione fortissima"

Tornare a casa, anche solo per pochi minuti, riabbracciare virtualmente figli e parenti, giocare con i nipotini e rispondere ai loro sorrisi. I pazienti affetti da Coronavirusricoverati in isolamento nei reparti dedicati dell'ospedale di Livorno, hanno la possibilità di riassaporare, anche se in forma virtuale, un pizzico di normalità grazie alle videochiamate che da pochi giorni fanno parte del "percorso" di cura messo a punto contro il Covid-19. Un vero e proprio "farmaco" che cura i pazienti e regala sollievo ai familiari, impotenti di fronte all'isolamento a cui sono costretti i propri cari. Un pezzo di vita quotidiana nel tempo sospeso della malattia. 

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Giorgia (il nome è di fantasia), 69 anni, è una paziente oncoematologica da circa nove anni e, quindi, fortemente immunodepressa. "Nella serata del 25 marzo - racconta la figlia Giulia - si è presentata al pronto soccorso per problematiche legate alla sua patologia e, dopo un primo tampone negativo, è stata dimessa. Poco dopo però, visto l'aggravarsi delle sue condizioni, è stata ricoverata e in questo caso il test per il Coronavirus ha dato esito positivo". Per fortuna si tratta di una forma asintomatica, ma da allora Giorgia è ricoverata nel reparto Covid e nessun familiare può andare a trovarla. "Ci sentiamo regolarmente per telefono - continua il racconto della figlia -, ogni giorno più volte al giorno, ma nonostante ciò io personalmente non la vedo dal 28 febbraio perché, prima che la ricoverassero, non mi sentivo bene e, per tutelarla, non sono andata a casa sua. E così anche mia figlia, la nipotina di tre anni che tanto adora". Tuttavia, grazie a un tablet, ora tutto sembra così diverso. 

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"Un'emozione fortissima e inaspettata poter rivedere la mia famiglia"

La prima volta che a Giorgia hanno portato il tablet, dall'altra parte del video c'erano sua figlia e sua nipote: "È stata una sorpresa inaspettata, ero all'oscuro di tutto - racconta dal suo letto in ospedale -. Le infermiere mi hanno portato il tablet e ho potuto parlare e rivedere la mia famiglia dopo tanto tempo. Ci sentiamo sempre, ma poterle vedere è un'altra cosa. Mi sono emozionata".

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"Grazie al personale ospedaliero, è un piccolo gesto che cambia la giornata"

Giulia, nel riprendere il racconto di quell'incontro virtuale, ringrazia chi ha permesso che tutto questo diventasse realtà: "Mamma non è molto tecnologica e non ha uno smartphone e per questo non era possibile quindi vederla e farle vedere la sua casa o la mia. Vorrei ringraziare chi ha donato i tablet all'ospedale e tutto il personale del reparto che si presta per aiutare chi come mia madre non ha la capacità di usare questi dispositivi. Quanto successo mi ha riempito il cuore di gioia - conclude Giulia -, e rappresenta una buona 'medicina' per lei. Si tratta di piccolo gesto che ti cambia radicalmente la giornata". 


 

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