Coronavirus, le foto di Laura Lezza per la campagna del Comune contro l'abbandono di mascherine

Il progetto "È tua" della fotografa livornese è volto a sensibilizzare la cittadinanza: "Non disperdete i dispositivi nell'ambiente e documentate quanto avviene attorno a voi"

"È tua." è la campagna fotografica realizzata dal Comune di Livorno, in collaborazione con Aamps, che, grazie agli scatti di Laura Lezza, vuole sensibilizzare la cittadinanza contro l'abbandono delle mascherine la cui dispersione rappresenta, come sottolineato dall'assessore Giovanna Cepparello, "un disastro per l'ambiente". In tutta la città saranno presenti manifesti con gli scatti realizzati dalla fotografa livornese, che collabora con Getty Images, dove i protagonisti saranno proprio i dispositivi gettati incautamente a terra: "Invitiamo bambini, nonni e genitori - le parole di Lezza - a usare l'hashtag #latuamascherina e a fotografare tutte le mascherine che trovano a terra. Con questo progetto spero di raccontare l'emergenza sanitaria da un altro punto di vista finora inesplorato". 

Campagna contro l'abbandono di mascherine, Salvetti: "Mostriamo l'impatto della pandemia sull'ambiente"

"Mai avremo pensato - le parole del sindaco - che le mascherine potessero rappresentare un problema nella gestione dei rifiuti, ma il Covid ha portato anche questo. Nel mondo ci sono miliardi di dispositivi che non vengono smaltiti nella maniera migliore e le immagini che abbiamo scelto di Laura Lezza vogliono mostrare l'impatto che questa pandemia sta avendo sull'inquinamento e sull'ambiente. Questa campagna di sensibilizzazione il Comune l'ha organizzata prima di qualsiasi altra grande città e gli scatti di Laura saranno il suo filo conduttore". 

Cepparello: "Serve una maggiore sensibilità ambientale"

Anche l'assessore all'Ambiente elogia questo progetto: "Lezza mi propose l'idea già durante il primo lockdown. Noi l'abbiamo accolta con grande piacere anche perché rappresenta quanto sta accadendo attorno a noi. Entro il 2020 il governo stima che ci saranno 100mila tonnellate di rifiuti da mascherina, se anche l'1% viene abbandonato sarebbe un disastro per l'ecosistema. Tuttavia sono convinta che il Coronavirus abbia portato una maggiore sensibilità ambientale e ci siamo scoperti più attaccati al nostro habitat". 

Lezza: "Ecco com'è nata l'idea di questo progetto"

La fotografa spiega come è nata questa idea: "È da febbraio che sto raccontando il Coronavirus in giro per l'Italia e la storia delle mascherine abbandonate l'ho vista nascere giorno dopo giorno. Ho iniziato a vedere questi dispositivi lasciati a terra e così, a metà aprile, ho iniziato a fotografarli. Rappresentano momenti che testimoniano quanto sta accadendo intorno a noi. Ringrazio il Comune e Aamps che hanno voluto condividere il mio lavoro anche perché non è scontato che una istituzione crei questo tipo di comunicazione durante giorni complessi come questi. Adesso spero che tutto questo possa diventare un'installazione collettiva permanente alla quale tutti possono contribuire con un proprio scatto". 

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