Coronavirus, Spartaco Sani: "Le mascherine? Nella vita quotidiana non servono a nulla"

In consiglio comunale, il primario di malattie infettive dell'ospedale di Livorno fa chiarezza su come potersi difendere dal Covid-19. Intanto in Toscana sono stati accertati altri due casi sospetti

"Le mascherine come protezione dal Coronavirus nella vita quotidiana non servono a nulla". Non ha usato molti giri di parole Spartaco Sani, primario di malattie infettive dell'ospedale, per parlare della psicosi che sta vedendo molte persone, anche a Livorno, recarsi in massa nelle farmacie e nei negozi alla disperata ricerca di una difesa nei confronti del Covid-19. Che, in Toscana, ha fatto registrare altri due casi sospetti: uno in provincia di Siena, l'altro a Torre del Lago. Tuttavia c'è anche una buona notizia: l'informatico di Pescia, il cui tampone era risultato positivo e per questo era in isolamento, secondo la Regione, è clinicamente guarito

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Coronavirus, Spartaco Sani: "Mascherine inutili. Occorre essere protetti nel contatto stretto"

Il medico è stato chiamato a fare il punto della situazione in consiglio comunale alla luce anche del piano di emergenza che è stato varato dalla giunta nel caso in cui a Livorno si generasse un focolaio del virus: "Confermo - le sue parole - che al momento nella nostra provincia non ci sono casi che destino preoccupazione. Il Covid-19 ha le stesse probabilità di diffondersi di una banale influenza di tipo pandemico. Con questo non voglio escludere che il Coronavirus non arriverà mai a Livorno, anzi. La possibilità c'è e per questo ci siamo già attivati affinché, qualora ce ne fosse bisogno, venga isolato e trattato nella maniera più giusta". 

Sulle mascherine, che in città sono ormai introvabili, Sani non ha dubbi: "Nella vita quotidiana non hanno alcun senso, sono completamente inutili specialmente da noi dove non ci sono focolai. È nel contatto stretto che bisogna essere protetti". 

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Coronavirus, altri due casi in Toscana. Guarito invece l'informatico di Pescia

La Regione ha fatto sapere che in Toscana sono stati riscontrati altri due casi sospetti da Coronavirus e che le analisi sono state inviate all'Istituto superiore di sanità per la validazione. Il primo caso riguarda un 22enne della provincia di Siena, giocatore della Pianese, che sabato 22 febbraio ha accusato i primi malesseri in albergo ad Alessandria, dove si trovava in ritiro con la squadra, con cui il giorno successivo avrebbe dovuto giocare. Non ha giocato perché la mattina la febbre è salita. Mercoledì mattina gli è stato fatto il tampone a domicilio, che durante la notte ha dato un primo esito positivo. Dalle prime ore del 27 febbraio è ricoverato all'ospedale delle Scotte, a Siena, in isolamento

Il secondo caso riguarda invece riguarda un 44enne che risiede a Torre del Lago (Lucca) e lavora a Vo Euganeo (comune del Veneto che fa parte delle zone a rischio), in un birrificio, ora chiuso a seguito delle misure prese dalla Regione. Vive da solo, ha passato il fine settimana con il figlio, ora in isolamento domiciliare fiduciario. L'uomo ha avuto i primi sintomi lunedì, poi con l'arrivo della febbre alta ha avvisato la Asl Toscana nord ovest, che gli ha fatto il tampone a domicilio, risultato positivo. L'uomo è in isolamento domiciliare fiduciario. 

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Infine, l'informatico di Pescia, ricoverato a Pistoia, è clinicamente guarito. Le condizioni di salute del paziente sessantenne ricoverato a Careggi sono buone.

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