Coronavirus, polemiche sulle mascherine Toscana1. Buongiorno Livorno e Lega: "Errori nella distribuzione e forniture limitate"

Accuse anche dal sindaco di Piombino Francesco Ferrari: "Disorganizzazione totale da parte della Regione"

È iniziata da pochi giorni la distribuzione gratuita ai cittadini delle mascherine inviate dalla Regione a farmacie e supermercati, ma non mancano le polemiche legate sia alla loro qualità, che alla modalità di consegna. La Toscana, per provare a spegnere sul nascere le accuse, ha fatto eseguire sui dispositivi un test dall'università di Firenze il cui esito lascia poco spazio a interpretazioni: "Le mascherine sono sicure ed efficati". Tuttavia, Buongiorno Livorno, Lega e il sindaco di Piombino hanno manifestato il disappunto per questa operazione. 

Coronavirus Livorno, farmacie prese d'assalto e mascherine terminate in poche ore

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Buongiorno Livorno: "Se la Regione sbaglia non deve sbagliare per forza anche l'amministrazione comunale"

"Nei giorni scorsi - si legge in un comunicato di Buongiorno Livorno - il governatore Rossi ha definito l'obbligatorietà delle mascherine per tutti coloro che frequenteranno luoghi pubblici. Una scelta che, a prescindere dalle valutazioni di merito, doveva essere gestita e organizzata in modo del tutto diverso. In prima battuta risulta assolutamente contestabile la scelta di organizzare la consegna ai cittadini stipulando un protocollo d'intesa con la grande distribuzione dei supermercati. Sarebbe stato più giusto e opportuno delegare ai territori la ricerca delle soluzioni migliori attraverso presidi territoriali e di prossimità, sfruttando i centri commerciali naturali e le sedi delle ex circoscrizioni. Allo stato attuale delle cose, dopo un giorno di distribuzione, le incongruenze infatti sono preoccupanti:

  • Molte farmacie hanno forniture limitate che in poche ore si esauriscono costringendo molti cittadini ad uscire nuovamente di casa per tentare di trovarle.
  • La grande distribuzione al momento non prevede alcun tipo di controllo su chi riceve la dotazione quindi, in linea generale, chiunque potrebbe recarsi in posti diversi accaparrandosi ben più mascherine di quelle consentite.
  • Inizialmente si era parlato di 5 mascherine a persona ma, nel corso della giornata, per motivi ignoti, in molte situazioni il numero si è ridotto a tre.
  •  Molti dubbi rimangono sull'utilità dei prodotti stessi. La Regione garantisce la certificazione ma all'atto pratico le dotazioni non sembrano garantire sufficiente protezione.

Continueremo a monitorare la situazione con la speranza che certe incongruenze vengano risolte magari dall'amministrazione di Livorno. Se la Regione sbaglia, non dobbiamo sbagliare anche noi. Le lacrime di coccodrillo di Rossi sui tagli alla sanità operati dalla sua decennale gestione non ci interessano più".

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