Coronavirus Livorno, muore ingegnere di 54 anni. I familiari: "Non presentava comorbidità, state a casa"

Michele Sarno, residente a Vicarello, era stato ricoverato per una polmonite la scorsa settimana. Risultato positivo al test dopo una polmonite, è morto nella tarda serata di mercoledì 18 marzo. Non sarebbe stato affetto da altre patologie

(foto Facebook)

Si chiamava Michele Sarno, aveva 54 anni, e fino a quando non è risultato positivo al Coronavirus sarebbe stato in buonissime condizioni di salute. Originario di Avellino, ingegnere residente a Vicarello, è morto nella tarda serata di mercoledì 18 marzo all'ospedale di Livorno (è il quarto decesso livornese dall'inizio dell'emergenza, ndr) dove era stato ricoverato alla fine della scorsa settimana per una polmonite. Poi il tampone, la positività al Covid-19 e l'improvviso peggioramente durante la degenza nel reparto di Malattie infettive, fino al drammatico decesso che ha sconvolto la vita di parenti, familiari e amici tutti e che dovrebbe far ulteriormente riflettere sull'aggressività di un virus che non colpisce soltanto anziani con altre patologie.

Sarno (nella foto profilo Facebook, ndr) lascia la moglie Cida, brasiliana, con la quale era sposato da dieci anni e che attualmente si trova nel circondario di Vitoria con la figlia Carol. È stata lei ad annunciare la scomparsa di un "marito meraviglioso, come nessun altro uomo al mondo; che la sua morte sia di esempio a chi pensa che questo virus non sia letale", mentre la figlia, per la quale Michele era un secondo padre, ha voluto ricordare l'ingegnere di Vicarello con un lungo e commovente post su Facebook: "Mi ha insegnato che l'amore è pazienza, attenzione, capire l'altro - scrive -. Se ne è andato senza poterci salutare per un virus sconosciuto: non presentava comorbidità, quindi state tutti attenti e rimanete a casa".

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"Mi hai insegnato che l'amore è pazienza, capire gli altri"

"Oggi (ieri, ndr) Michele se n'è andato 54 anni: aveva contratto il Coronavirus e non presentava comorbidità - scrive Carol, la figlia della compagna di Sarno -. Se ne è andato il mio secondo padre, Michele era un abbraccio caldo in inverno, parlava della vita e del mondo la domenica pomeriggio. Michele mi ha insegnato tante cose: mi ha insegnato a parlare italiano, mi ha insegnato come si fa il risotto ai gamberi (anche sapendo che il mio non sarebbe mai stato come il suo) e molte altre cose sulla cucina, perché cucinare era la sua grande passione".

"Michele mi ha insegnato che l'amore è pazienza, è attenzione e spesso si tratta di capire l'altro - scrive ancora -. Michele amava la bossa nova, mi ha portato allo spettacolo di Gilberto Gil e mi ha fatto cantare tutte le canzoni insieme a lui. Michele amava il cinema, i film comici e, per l'amore nei miei confronti, si arrendeva a guardare Black Mirror con me, anche se non gli piaceva. Le parole sembrano così piccole cercando di descrivere il piacere di sperimentare tanti momenti accanto a lui".

"Se ne è andato per un virus sconosciuto (e ancora mi tocca leggere battute su questo virus, leggere che è un'invenzione o un'esagerazione. Se ne è andato - si legge nella parte finale del post di Carol - senza poterci salutare, se ne è andato senza un addio, senza avere diritto a un funerale. Se ne è andato, solo. State attenti: chi ha il privilegio di avere una casa, rispetti l'isolamento sociale, seguite le raccomandazioni del ministero della Sanità. È il momento di stare uniti contro un essere invisibile. Oggi una parte di me se ne è andata, ma una parte resta".    

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