Rsa Coteto, i familiari sui casi Covid: "Comunicazioni tardive, ma basta polemiche: pensiamo alla salute degli anziani"

Il comitato dei parenti precisa sui ritardi comunicativi della cooperativa Elleuno, gestore della struttura, stemperando però i toni: "Fiducia sull'assistenza ai nostri cari e la capacità di gestire l'emergenza"

Chiedono una precisazione. E un'ammissione di responsabilità sulle tardive comunicazioni ai familiari. Senza polemica, ma per amor del vero. Fiduciosi, comunque, sull'assistenza ai loro cari e sulle capacità che la cooperativa Elleuno avrà nel gestire questa emergenza sanitaria che ha colpito, in particolare, le Rsa Coteto e Passaponti (33 casi Covid tra gli ospiti della prima, oltre a 20 operatori, e 13 anziani più sette del personale nella seconda).

Rivendicazioni dei parenti degli anziani che, in risposta a quanto dichiarato dal gestore della struttura, denunciano invece una tardiva e disorganizzata comunicazione sull'esito dei tamponi e sul trasferimento degli ospiti da una struttura all'altra. Questione di chiarezza e correttezza, comunque secondaria alla salute degli ospiti per la quale, sostengono dal comitato, "è interesse di tutti mettere da parte le polemiche e concentrarsi su una fase particolarmente delicata da gestire". 

Rsa Coteto, i familiari: "Bastava poco per comunicare, adesso pensiamo ai nostri cari"

"Non abbiamo gli elementi per giudicare l'operato assistenziale e organizzativo della cooperativa Elleuno - dicono ancora -, ma di una cosa siamo certi e dobbiamo dirla: è mancata totalmente la comunicazione con i parenti. Di fronte alle lamentele di moltissimi parenti dei ricoverati nella struttura, riteniamo opportuno, per amore di verità, evidenziare la non correttezza di tale affermazione da parte del gestore".

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Comunicazioni che sarebbero infatti arrivate alla spicciolata, informati chi dal medico di famiglia, chi da una infermiera, chi addirittura dalla portineria. "Non accadde così a marzo quando la direzione della precedente gestione informò in tempi rapidi noi familiari, inviando mail di concerto con l'Asl - proseguono dal comitato -. Per tre giorni consecutivi abbiamo chiesto delle videochiamate, sospese perché le addette erano state mandate a casa. Ci voleva tanto a dirlo? Ecco perché rimproveriamo ai dirigenti di Elleuno questa mancanza di comunicazione e vorremmo ne facessero ammenda. Non può essere una giustificazione la situazione di emergenza in cui si sono trovati: il loro apparato organizzativo avrebbe dovuto consentire un minimo di informazione ai familiari".

Maggior chiarezza che sarà richiesta anche nell'incontro di oggi, lunedì 26 ottobre, tra referenti della struttura e familiari. "Detto tutto questo - concludono dal comitato dei parenti -, adesso è arrivato il momento di smorzare le polemiche. Di lasciar lavorare dirigenti e operatori di Elleuno, fiduciosi sull'assistenza ai nostri cari e sulla loro capacità di gestire questa emergenza sotto il controllo di Asl e di chi di dovere".

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