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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Mense scolastiche, a Livorno le più care d’Italia: 6,40 euro per ogni pasto alla primaria e all’infanzia

L’indagine è stata condotta da Cittadinanzattiva e ha rilevato che nella nostra città mediamente ogni famiglia spende 1.152 euro all’anno

Un costo medio per ogni famiglia di Livorno pari a 1.152 euro all’anno. A tanto secondo l’indagine condotta da Cittadinanzattiva ammontano le spese relative alla mensa scolastica per le famiglie che hanno i propri figli iscritti alla scuola primaria e alla scuola dell’infanzia. Per una quota giornaliera di 6,40 euro e mensile di 128 euro. La più alta d’Italia, insieme a Trapani. Un dato, quello ‘livornese’, che ricalca esattamente quanto evidenziato nel report dello scorso anno (128 euro al mese), e che dunque evidenzia una complessiva staticità di questa spesa sul nostro territorio. La media italiana invece oscilla tra i 4,20 e i 4,26 euro a pasto. 
La regione mediamente più costosa è la Basilicata (109 euro mensili) mentre quella più economica è la Sardegna (61 euro nell'infanzia e 65 per la primaria). L'incremento rispetto alla precedente indagine, riferita al 2022/23, a livello nazionale, è stato di oltre il 3%, ma le variazioni sono molto differenti a livello regionale: in Calabria si registra un aumento di oltre il 26%, mentre in Umbria la riduzione più evidente di circa il 9%. A livello di singoli capoluoghi di provincia, sono le famiglie di Barletta a spendere di meno per il singolo pasto (2 euro sia per l'infanzia che per la primaria) mentre per l'infanzia si spende di più a Torino (6,60 euro a pasto) e -come detto - per la primaria a Livorno e Trapani (6,40). Fra le città metropolitane, soltanto Roma rientra nella classifica delle meno care, con un costo a pasto per la famiglia "tipo" di circa 2,32 euro in entrambe le tipologie di scuola.

Prese in esame le tariffe di tutti i 110 capoluoghi di provincia

Questi i dati che emergono dalla VII Indagine sulle mense scolastiche, con la quale Cittadinanzattiva ha preso in esame le tariffe di tutti i 110 capoluoghi di provincia sia per la scuola dell'infanzia che per la primaria. È inoltre presente una disamina dei fondi messi a disposizione con il Pnrr nei vari territori. I materiali sono disponibili sul sito web di Cittadinanzattiva.

"Da anni chiediamo che la ristorazione scolastica diventi un servizio pubblico essenziale, e fra le raccomandazioni previste anche dal 'Piano di Azione nazionale per l'attuazione della garanzia infanzia' vi è quella di rendere il pasto scolastico gradualmente gratuito per tutti, partendo dai bambini e dalle bambine che vivono in famiglie in povertà assoluta. Una condizione che purtroppo accomuna sempre più minori: il 4,9% dei minori di 16 anni è in condizione di deprivazione alimentare e il 2,5% non può permettersi un pasto proteico al giorno- dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva- Nel frattempo riteniamo prioritario che la Commissione Parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, insieme a tutti gli stakeholder interessati compresi gli utenti, avvii un'indagine conoscitiva per individuare un piano di interventi su aspetti quali: qualità e costo delle derrate alimentari, filiera di approvvigionamento, rispetto dei menù, ruolo delle Commissioni Mensa, fasce di agevolazione nelle tariffe, sistema degli appalti, condizioni lavorative del personale addetto, rispetto dei CAM, monitoraggio dei programmi pubblici mense bio e frutta e verdura a scuola, progetti di educazione all'alimentazione corretta".

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