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Martedì, 28 Giugno 2022
Cronaca

Militare accumula 115mila euro di debiti per aiutare la famiglia, il tribunale di Livorno gliene stralcia 95mila: la storia

Grazie all'associazione Legge3.it è stato possibile far valere le cause dell'uomo che si era sovraindebitato per mantenere e aiutare i propri cari. Gli avvocati: "Una via d'uscita sostenibile per chi è sempre stato corretto"

Un sovraindebitamento per 115mila euro per una causa nobile: l'aiuto e il sostentamento della propria famiglia. Una situazione divenuta ai limiti dell'insostenibile per un uomo, un militare, che grazie alla più grande organizzazione italiana specializzata in procedure con legge 3/2012, la 'salva suicidi', ha potuto beneficiare a seguito di un provvedimento del tribunale civile di Livorno di uno stralcio di circa 95mila euro. Questo perché, come prevede la legge, si possa aiutare chi senza colpa o dolo si venga a trovare in una circostanza debitoria non più sostenibile. Non negligenza, dunque, bensì un destino avverso. 

"La situazione – spiega Gianmario Bertollo, ceo e fondatore di Legge3.it - è complicata per un numero sempre maggiore di famiglie. La 3/2012 può quindi rappresentare un importante strumento. Non si tratta di una legge miracolosa e non offre certo un escamotage a uso e consumo dei 'furbetti'. La legge - precisa - prevede delle soluzioni sostenibili riservate a chi si è sempre comportato correttamente. La cosa più importante da sottolineare è che una volta liberati dai debiti si può riprendere a condurre un'esistenza dignitosa e produttiva per sé e per tutta la società". La decisione del tribunale, dunque, in applicazione della legge, è stata quella di trattenere dal suo attuale stipendio l'importo di 1.400 euro mensili per il sostentamento familiare. A disposizione dei creditori verrà messo invece un bene mobile registrato e una quota dello stipendio pari a 400 euro mensili (600 nei mesi di dicembre) per la durata del piano di liquidazione: 4 anni. 

Dagli aiuti alla famiglia d'origine ai costi per la casa, la storia di un padre che adesso può guardare al futuro

Le vicende di quest'uomo iniziano nel 2014. Con 1.100 euro di stipendio al mese (è un militare non in servizio permanente) è costretto ad affittare un appartamento e a chiedere un finanziamento per arredarlo. Allo stesso tempo però ha necessità anche di aiutare la famiglia d'origine, il padre infatti ha perso il lavoro e la madre non guadagna abbastanza per mantenere gli altri due figli ancora studenti. Nel 2015 arriva la felicità del matrimonio, ma nello stesso anno un incidente che coinvolge la suocera lo costringe a dover contribuire anche alle spese sanitarie e al mantenimento. A seguire ha necessità di acquistare una macchina per i genitori. 

Nel 2016 il trasferimento a Portoferraio e la necessità di affittare una casa più costosa. "Fino a quel momento - dicono dall'associazione - l'uomo finanziava le 'uscite' con carte revolving che addebitano interessi al limite del tasso soglia usura, aggravando ulteriormente la posizione debitoria". Il militare deve così chiedere un nuovo finanziamento per chiuderle e pagare le spese di trasloco e l'arredamento della nuova casa. Nel 2016, la gioia di un figlio in arrivo ma anche la necessità di un ulteriore finanziamento per le spese legate alla gravidanza.

Poi, tre anni dopo, un nuovo trasferimento, dove dispone di un alloggio di servizio, ma da ristrutturare e arredare. Chiede quindi la cessione del quinto per estinguere il finanziamento e coprire parzialmente le spese del nuovo trasloco familiare. Il cliente di Legge3.it però inizia a soffrire anche di importanti problemi gastrici. Nel 2020, con l'avvento del Covid, la famiglia d'origine ha ulteriori difficoltà economiche e la situazione diviene quindi definitivamente insostenibile, fino a che non ricorre alla liquidazione del proprio patrimonio. Legge che, adesso, può consentirgli di guardare avanti con maggior fiducia. 

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