Giunta comunale, si dimette la vice sindaco Mannucci. Salvetti: "Spero ci ripensi, ma non faremo rimpasti"

L'ex assessore provinciale lascia per motivi personali. Il sindaco: "Nessuna redistribuzione delle deleghe, questa è una grande squadra e non si cambia. Troveremo un sostituto"

A un anno esatto dall'elezione a sindaco di Livorno (9 giugno 2019, ndr), Luca Salvetti perde un pezzo della sua squadra. La sua vice Monica Mannucci (vice sindaco con delega, tra le altre, all'istruzione, ndr), per l'esattezza, che, come anticipato da Andrea Rocchi su Il Tirreno, sabato 6 giugno ha rassegnato le proprie dimissioni, già protocollate e difficilmente ritirabili. Alla base di una decisione che il sindaco dovrà per forza di cose accettare, salvo improbabili ripensamenti dell'ultim'ora, ci sono questioni personali. "Le ho chiesto di valutare bene la situazione - dice Salvetti -, vorrei che continuasse per il bel lavoro che abbiamo fatto in questi mesi. Ad ogni modo non posso costringere nessuno, quindi se Monica dovesse confermare la sua volontà di dimettersi cercheremo una soluzione".

Salvetti: "Nessun rimpasto ma una sostituzione: questa è la miglior squadra che potevo fare"

Nessun rimpasto di giunta, tuttavia, su questo il sindaco è categorico: "Sono convinto che la squadra che ho è la migliore che potevo fare e questo anno me l'ha confermato - spiega Salvetti -. Sono nelle condizioni di non dover fare assolutamente alcun rimpasto, le cose stanno funzionando bene e non c'è bisogno di redistribuire le deleghe. Procederemo con una sostituzione, questo sicuramente, perché una città come Livorno non può essere amministrata con soli otto assessori e un sindaco che ha già tre deleghe importanti (sanità, sport e protezione civile, ndr)".

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Cristina Grieco, il nome forte che piace al Pd e che torna di moda

Presto per fare nomi, ma la sensazione è che una soluzione debba essere trovata alquanto prima, senza apettare le elezioni regionali. "Le Regionali non si inseriscono assolutamente in questo tipo di scelta che riguarda Livorno, chi sceglie di lavorare per la città è perché vuole farlo per la città", chiude il sindaco. Eppure, proprio in Regione, si potrebbe trovare quel tassello mancante che tanto piacerebbe anche al partito democratico. Cristina Grieco, per esempio, assessore all'Istruzione, al Lavoro e alla Formazione, che già a giugno scorso aveva rifiutato il ruolo di vice sindaco per proseguire il proprio lavoro a Palazzo Gaudagni Strozzi Sacrati. Una strada difficile da percorrere ma, adesso che mancano quattro mesi alla conclusione del mandato di Rossi, le cose potrebbero anche cambiare.

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