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Venerdì, 12 Aprile 2024
Cronaca

"Papa Francesco è un massone usurpatore", don Ramon Guidetti parla dopo la scomunica: "Ci farò una cornice, sono sereno". Video

Il parroco di Guasticce, che ha ricevuto il decreto del vescovo Simone Giusti nella giornata di lunedì scorso 1 gennaio, è intervenuto oggi martedì 2 gennaio a Radio Domina Nostra

"Sereno e tranquillo". Così ha dichiarato di sentirsi don Ramon Guidetti, l'ex parroco della chiesa di San Ranieri di Guasticce, poche ore dopo aver ricevuto il decreto tramite il quale, monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno, lo ha scomunicato a seguito di quanto dichiarato contro Papa Francesco durante l'omelia del 31 dicembre. Don Ramon, 48 anni, è intervenuto nella mattinata di oggi martedì 2 gennaio a Radio Domina Nostra, con Alessandro Minutella, anche lui scomunicato nel 2018 dopo aver attaccato papa Bergoglio.

Durante l'ultima omelia, proprio nel giorno in cui ricorreva il primo anniversario della morte di Joseph Ratzinger, il parroco livornese aveva parlato di Bergoglio come di un "usurpatore", "massone", aggiungendo che "c'è uno scisma da 10 anni, sanno che c'è una massoneria che governa, sanno che costui non è il Papa. Ma tacciono". Dichiarazioni che hanno portato la Diocesi, il giorno successivo, all'atto di scomunica spiegando che don Ramon "ha pubblicamente compiuto un atto di natura scismatica, rifiutando la sottomissione al Sommo Pontefice".

L'ormai ex parroco della chiesa di San Ranieri di Guasticce, che è stato messo a conoscenza del provvedimento la sera stessa di lunedì 1 gennaio, parlando con Andrea Minutella non è apparso pentito. Ha aggiunto però di esser rimasto colpito da un paio di aspetti di quello che lui stesso ha definito "un attestato di riconoscimento".

"Nel decreto - ha evidenziato don Ramon - ci sono puntuali citazioni del diritto canonico, che appaiono tali quando c'è da colpire un sacerdote che grida la verità, ma per difendere il trono di Pietro questo non esiste. Il secondo elemento è la striscia rossa che campeggia in alto nella striscia del decreto, ovvero il rosso, il colore del martirio, del sangue. È un bellissimo quadretto, ci farò una bella cornice e l'appenderò al muro. Sarà un qualcosa di cui mi vanterò volentieri. Da una parte - ha poi concluso - c'è amarezza per questa cecità e per questa durezza da parte di colei che dovrebbe essere una madre, la Chiesa, e che invece in realtà è tiranna".

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