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Cronaca Ospedale

Ospedale, 50enne salvato da una donazione multiorgano. Asl: "Grazie di cuore alla famiglia"

La delicata operazione effettuata al blocco di Livorno dopo i vani tentativi di salvare la vita ad un paziente toscano sessantenne in coma cerebrale

Una complessa donazione multiorgano ha consentito ad un 50enne in lista d'attesa per una grave insufficienza d'organo terminale di avere una nuova prospettiva di vita. Il tutto grazie ad una complessa tecnica di circolazione extracorporea. "Tutto ciò - hanno spiegato i direttori sanitari di Pisa e Livorno, Grazia Luchini e Luca Lavazza - ha permesso, in questa tragica situazione, in cui ogni tentativo terapeutico è risultato inutile, di realizzare il progetto di fine vita della persona e una staffetta di vita a favore di un paziente per il quale non erano più praticabili altre opzioni terapeutiche".

Il tutto si è verificato nella giornata di giovedì scorso, quando un paziente toscano poco più che sessantenne, trasportato al pronto soccorso di Livorno per un grave coma cerebrale, è stato sottoposto alle più avanzate cure intensive nel tentativo di salvarne la vita. Nonostante gli sforzi dei sanitari, vista la situazione ormai compromessa, il personale del reparto di terapia intensiva livornese ha immediatamente allertato il Coordinamento aziendale trapianti. E i familiari, informati della possibilità della donazione di organi, non hanno esitato ad esprimere la loro volontà favorevole. 

La delicata procedura è stata realizzata al blocco operatorio di Livorno

Espressa la volontà è stato avviato il percorso trapiantologico in collaborazione con il Centro regionale allocazione organi dell'organizzazione Toscana Trapianti. "È stato da subito chiaro - ha fatto sapere Asl - che l'unica possibilità di realizzare la volontà donativa espressa era legata all'impiego di una complessa tecnica di circolazione extracorporea e il coordinamento d'area vasta ha pertanto segnalato il caso al dottor Fabio Guarracino, direttore dell’unità operativa di Terapia Intensiva cardio-toraco-vascolare della Aou di Pisa".

Valutato il quadro clinico, è intervenuto alla guida del team Ecmo della Aoup insieme al dottor Pietro Bertini ed ai tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria dottoressa Sara Semplice e dottor Nicola Nencioni, a fianco dell'equipe locale di Terapia Intensiva diretta dal dottor Paolo Roncucci coadiuvato dal dottor Baldassarre Ferro e dalla dottoressa Rosita Alizzi". La delicata procedura per rendere possibile il prelievo degli organi, realizzato al blocco operatorio di Livorno dai team della Chirurgia dei trapianti della Aopu diretti dal professor Paolo De Simone e dal professor Ugo Boggi si è conclusa con successo.

Lopane: "Doveroso ringraziare la famiglla del donatore"

"Questo risultato riveste un'importanza particolare - spiegano il dottor Paolo Lopane, coordinatore d'area vasta nord ovest della Ott e la dottoressa Lucia Luzzi, responsabile del programma Dcd presso la Terapia Intensiva di Livorno visto che per la prima volta in Toscana la complessa tecnica di circolazione extracorporea, già utilizzata a scopo donativo-trapiantologico nei poli Ecmo universitari, viene applicata in un ospedale non universitario, attraverso quella collaborazione interaziendale che è obiettivo strategico dell’Organizzazione Toscana Trapianti".

"Ritengo doveroso - ha concluso Lopane - esprimere uno speciale ringraziamento alla famiglia del donatore, a cui va il nostro pensiero, e alle direzioni ospedaliere e aziendali che hanno permesso e tempestivamente attivato la collaborazione".

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