Coronavirus, nuovo dpcm: stop a gabbionate e calcetto. L'allarme dei gestori: "Rischiamo la chiusura definitiva"

Il decreto, che entrerà in vigore da domani mercoledì 14 ottobre, vieta gli sport amatoriali di contatto. Rabbia e preoccupazione da parte dei titolari degli impianti sportivi: "Così per noi è la fine"

Foto Pinodario per Wikipedia

Stop agli sport amatoriali di contatto (foto Pinodario per Wikipedia). Questo quanto previsto dal nuovo Dpcm che entrerà in vigore da mercoledì 14 ottobre e che avrà durata di trenta giorni. Potranno invece continuare a svolgere le loro attività le associazioni dilettantistiche riconosciute dal Coni e dal Cip (Comitato italiano paralimpico), salvo ovviamente il "rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi". Un provvedimento, quello del governo, che rischia di mettere in ginocchio il settore dello sport amatoriale, già duramente provato dal lockdown della scorsa primavera.

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Stop a calcetto, Stefanini (Maracanà): "Provvedimento discriminatorio, adesso rischiamo la chiusura"

I campi di calcetto in Corea

Tra i più colpiti dal nuovo Dpcm i gestori dei campi di calcetto, che vedono adesso a rischio il futuro della propria attività. "Le ripercussioni sono davvero pesanti - afferma amareggiata Lisa Stefanini, che assieme al marito Michele Lucarelli gestisce il Maracanà Calcetto Corea - , anche perché noi abbiamo già affrontato quattro mesi di chiusura totale. Siamo riaperti il 3 luglio e in questo periodo, con fatica, siamo riusciti a risaldare i debiti accumulati mettendoci appena in pari. Adesso, con questo nuovo provvedimento, per noi piove sul bagnato".

"A marzo - continua - abbiamo chiuso ancor prima che fosse obbligatorio per questione di coscienza: era un sacrificio doveroso, in quel momento era la cosa giusta da fare. Adesso invece non è così: si tratta solamente di uno scaricabarile. Il nuovo dpcm è deleterio: noi in questi mesi abbiamo dato la possibilità di giocare in sicurezza rispettando alla lettera i protocolli anti-Covid. Abbiamo raddoppiato il personale, tenuto il registro delle presenze, controllato la temperatura, sanificato campi e strutture. Ora invece si mette in atto un provvedimento discriminatorio: gli amatoriali non possono giocare mentre coloro che hanno un'affiliazione al Coni sì. Su quale base? I rischi sono diversi? Non credo. Ora noi stiamo cercando di capire se possiamo appoggiarci a qualche ente per far giocare i ragazzi. La cosa che mi fa rabbia - conclude Stefanini - è che i controlli non vengono fatti dove servono davvero mentre noi che rispettiamo alla lettera ogni indicazione siamo costretti a chiudere".

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Piancastelli (Polisportiva Banditella): "Servono sussidi dal governo per sopravvivere" 

Rabbia e sconforto che si ritrovano anche nelle parole di Sergio Piancastelli della Polisportiva Banditella: "È una misura improvida e inutile - afferma -, ci sono cose ben più pericolose del giocare a calcetto all'aperto, penso ad esempio alle persone ammassate sugli autobus. Ci sembra davvero un provvedimento assurdo. Questa è una notizia disastrosa per i livornesi, per i quali il gabbione è quasi un'istituzione. Noi - sottolinea - abbiamo rispettato fin da subito rispettato tutti i protocolli e abbiamo riscontrato grande attenzione da tutti coloro che sono venuti a giocare sui nostri campi: nessuno, per fare un esempio, si abbracciava dopo un gol. Abbiamo già vissuto un periodo totale di chiusura, alla riapertura gli incassi erano diminuiti del 50% rispetto al periodo precedente e adesso questo nuovo stop rischia di farci chiudere per sempre. Ci auguriamo che il governo possa darci qualche sussidio, altrimenti sarà davvero dura andare avanti".

Baronetto (Nuovo Centro Coteto): "Dpcm poco chiaro, rischiamo grosse ripercussioni"

"Stiamo ancora cercando di interpretare il Dpcm - racconta il presidente del Nuovo Centro Coteto Gabriele Baronetto -, perché non è molto chiaro: sembra che siano vietate le partitelle tra amici per coloro che prenotano il campo, ma che siano permesse invece le attività di base per le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni. Noi siamo affiliati al Csi e quindi i tornei organizzati si possono continuare a giocare: siamo comunque in attesa di avere ulteriori delucidazioni per sciogliere ogni dubbio, anche perché non si capisce il senso di questa differenza. Noi siamo dovuti stare fermi per cinque mesi e siamo riaperti in estate a mezzo servizio rispettando rigidamente i protocolli: è chiaro che adesso un nuovo stop avrebbe ripercussioni notevoli".

Ghiselli (Cinque Querce): "Meno introiti ma spese invariate, così è dura"

Dario Ghiselli

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Perplessità e amarezza anche in Dario Ghiselli, gestore dei campi delle Cinque Querce: "Chi ha preso questa decisione avrà avuto sicuramente i suoi motivi, che però io non riesco a capire - afferma -. Da una parte si vietano le partite tra amici e dall'altra si consente lo svolgimento dei tornei, dove l'animosità e di conseguenza il contatto sono maggiori. Anche dal punto di vista economico non sarà semplice: avremo meno introiti ma le spese rimaranno invariate, senza riduzione dei canoni di affitto. Se poi venissero calati i canoni di affitto ad avere problemi in quel caso sarebbero i proprietari, è tutta una catena. Noi - ha aggiunto - proveremo a contenere i danni grazie ai tornei, ma circà la metà dei nostri introiti veniva dai privati. Prima di prendere un provvedimento del genere sarebbe stato opportuno prevedere qualche aiuto: se mi dimezzi le entrate senza abbassarmi i costi, in qualche modo deve venirmi data la possibilità di poter sopravvivere".

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