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Dpcm, imprenditori e commercianti in piazza contro le chiusure: "Fateci lavorare o pagateci voi"

La protesta delle partite Iva che chiedono aiuti al Governo: "Dateci quello che ci spetta per andare avanti dignitosamente"

Si sono ritrovati davanti la prefettura per dire no al nuovo Dpcm che rischia di metterli definitivamente in ginocchio. Imprenditori, commercianti, operatori dello spettacolo: poco più di 150 persone, molte delle quali titolari di partita Iva, radunate in un presidio pacifico, distanziate tra loro e con la mascherina, nel pieno rispetto delle norme di prevenzione anti Covid ma contro le misure adottate dall'ultimo dpcm che penalizza soltanto alcune categorie.

Tra loro, presente anche Luca Papaianni, vicepresidente Apit (l'Associazione delle Partite Iva Toscana) e referente per Livorno: "Vogliamo portare a conoscenza dei problemi di tutte le partite Iva - commenta Papaianni -, non dobbiamo concentrarci solo sul ristoro perché è solo una piccola parte del problema. Purtroppo le situazioni critiche sono molte, non ci sono aiuti e non ce ne saranno". 

Nuovo Dpcm | Ristoratori e baristi livornesi in protesta a Firenze: "Fateci lavorare e vivere"

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Rizzoli (palestra Rendoki): "Si penalizzano sempre le solite categorie"

"Vogliamo capire come mai ogni movimento va in una sola direzione - commenta Massimo Rizzoli, ex campione di arti marziali e titolare della palestra Rendoki -. Così si penalizzano determinante categorie e le si condannano a morte. Il Governo ci dà delle regole ben precise, noi ci adeguiamo, spendiamo, ma poi ci chiudono o limitano gli orari di apertura. Quando si prevede la chiusura di certi settori, si deve pensare anche a come sostenerli, invece non c'è alcun aiuto da parte del Governo. Ci chiudi ci paghi, questo è il nostro motto".

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Geppetti (Gary Baldi Bros): "In chiesa sì, in teatro no. Perché"

"Stamani siamo andati sul sagrato del Duomo con uno striscione con scritto 'In chiesa si in teatro no' - spiega Emiliano Geppetti, lavoratore dello spettacolo -. Se il distanziamento all'interno delle chiese è possibile, lo è anche in teatro. Un luogo sicuro, tra l'altro, alla luce del fatto che dal 15 giugno ad ora in tutti gli spettacoli estivi c'è stato un solo contagio".  

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Boldrini (commercio): "Se un'attività viene fermata, il lavoratore deve essere risarcito. E non con l'elemosina"

"Se un lavoratore viene fermato, se viene messo in difficoltà - spiega Francesco Boldrini, commerciante -, deve essere risarcito economicamente perchè le spese corrono, gli affitti corrono, i fornitori e le tasse vanno pagati. È questo ciò che ci deve interessare. Se una persona si è indebitata per lavorare è giusto che il governo le dia quello che serve per andare avanti in maniera dignitosa, no una miseria e e nemmeno e le elemosina".

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Una protesta pacifica sostenuta anche da lavoratori dipendenti, magari senza il problema dello stipendio ma che hanno portato in paizza altri argomenti di discussione. "Io sono un ex malato Covid - commenta Antonio Bianchini, insegnante della scuola media superiore -, a fine marzo sono stato in fin di vita al reparto di terapia intensiva e a causa dei postumi della malattia ho chiesto il pensionamento anticipato. Chiudere le scuole? La didattica a distanza secondo me non è una didattica, piuttosto un elemento in più che aumenta il divario sociale tra i ragazzi".

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