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Spaccio di droga nel centro città, sgominata banda: quattro persone in carcere

Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri 5 soggetti mentre un sesto è stato colpito dall'obbligo di dimora. Il questore Suraci: "Speravo in provvedimenti più severi"

La squadra mobile di Livorno, a seguito di un'operazione contro lo spaccio di droga nel centro di Livorno, ha eseguito dieci misure cautelari personali, emesse dal gip, nei confronti di altrettanti cittadini: quattro sono finiti in carcere (tre tunisini e un albanese), per cinque è scattato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria mentre per uno l'obbligo di dimora. Tutti sono stati ritenuti responsabili di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti, nello specifico: hashish, eroina, cocaina e antefamina. I loro clienti erano per lo più giovani livornesi. Contestualmente, sono state effettuate 13 perquisizioni domiciliari (di cui tre a carico di livornesi indagati a piede libero) che hanno consentito di rinvenire e sequestrare 8mila euro in contati, provento dell'attività illecita. 

Come è stata rintracciata la banda di spacciatori

Come spiegato dal dirigente della squadra mobile di Livorno Valentina Crispi?, le operazioni sono iniziate a maggio 2018 per concludersi a dicembre. In questi mesi, i malviventi sono stati smascherati grazie a continui pedinamenti e appostamenti e con l'ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali. I poliziotti hanno concentrato la loro attenzione investigativa su vari pusher
stranieri e italiani impegnati, quotidianamente, nell’attività di spaccio di droga nel centro città, nello specifico: via Garibaldi, piazza Garibaldi, piazza della Repubblica, piazza XX settembre, piazza Cavour, piazza Grande, piazza del Municipio ed il mercato ortofrutticolo di piazza Cavallotti e via Giordano Bruno. Le indagini hanno permesso di documentare e riscontrare numerosissime cessioni di droga, circa 30 al giorno. 

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Come veniva spacciata e venduta la droga

L’attività era ben strutturata: l'acquirente si accordava telefonicamente con lo spacciatore per avere indicazioni sul luogo in cui poter acquistare la dose richiesta e, ricevute le informazioni richieste, si recava all’appuntamento, in zone della città di volta in volta sempre diverse. Inoltre, in questa prima fase, avveniva solamente la consegna del denaro, mentre, poco dopo, un pusher, in un luogo poco distante, effettuava la consegna della droga. I clienti erano principalmente giovani livornesi, tra cui molti studenti. 

Il questore: "Ci aspettavamo qualche provvedimento più severo"

Il questore di Livorno, Lorenzo Suraci, commenta positivamente questa operazione anche se con un pizzico di rammarico: "Le persone condotte in carcere ricoprivano un ruolo importante e sono contento del loro arresto perché spacciavano in zone che noi riteniamo 'calde'. Purtroppo questo è uno dei reati che viene commesso più spesso a Livorno e questo non lo dico solamente io ma anche le moltissime segnalazioni che ci arrivano quotidianamente. Questa operazione dimostra come la nostra battaglia contro lo spaccio di droga continui anche se ci aspettavamo qualche provvedimento più severo nei confronti di qualcuno": 

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