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foto Marina Militare

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Ecoballe, al via l'operazione di recupero: a Piombino una task force della Marina Militare

Le operazioni coordinate dalla protezione civile: Gos (Gruppo Operativo Subacquei), tre unità navali e guardia costiera impegnate a rimuovere le balle di plastica sversate in mare 5 anni fa

Dopo la proclamazione della stato di emergenza, annunciato lo scorso 23 luglio dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa, e la nomina a commissario straordinartio del capo della protezione civile nazionale, Antonio Borrelli, le ecoballe cadute 5 anni fa nel mare antistante il golfo di Follonica saranno finalmente recuperate. E, come indicato nei giorni scorsi, le tanto attese operazioni di recupero delle balle di combustibile solido secondario sono ormai imminenti. Da mercoledì 5 agosto, infatti, nel porto di Piombino è arrivata la task force della Marina Militare che si occuperà di ripulire quanto disperso in mare il 23 luglio 2015 dalla motonave Ivy. Tre unità navali (la Rimini, la Tedeschi e la Caprera), i palombari del Gruppo Operativo Subacquei (Gos) del Comando Subacquei ed Incursori (Comsubin) e gli assetti della guardia costiera inizieranno dunque quanto prima a perlustrare le acque del Parco dell'Arcipelago Toscano.

Ecoballe nel golfo di Follonica, al via le operazioni di ricerca e recupero

"Le attività - fanno sapere dalla Marina Militare - inizieranno immediatamente e prevederanno l'impiego delle capacità di scoperta subacquea del cacciamine Rimini che consentiranno di fornire ai palombari del Gos la precisa posizione di ciascuna ecoballa, al fine di consentirne il recupero attraverso una particolare procedura finalizzata a limitare al massimo la dispersione di materiale. Una volta giunte in superficie, le ecoballe verranno imbarcate sulla nave Caprera che provvederà a contenerle a bordo fino alla loro consegna all'impresa individuata dal coordinatore degli interventi di recupero per il loro smaltimento. La guardia costiera garantirà infine la necessaria cornice di sicurezza della navigazione in area di operazioni con l'impiego di proprie unità navali".

"Le delicate operazioni subacquee - spiegano ancora dalla Marina - si svilupperanno attraverso due distinte fasi d'intervento. La prima, caratterizzata da profondità di lavoro inferiori ai 60 metri, prevederà immersioni in libera dei palombari del Gos attraverso il supporto della nave Tedeschi che, per l'occasione, imbarcherà una camera di decompressione per garantire lo svolgimento delle attività in piena sicurezza. La seconda fase sarà svolta nei fondali superiori ai 60 metri di profondità grazie all'ausilio della nave Anteo che, attraverso le proprie apparecchiature subacquee per immersione profonda ed alla tecnica dell'immersione in saturazione, permetterà agli operatori di Comsubin di concludere il lavoro recuperando le rimanenti ecoballe rinvenute in alto fondale".

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