Fase 2 Livorno, Confesercenti chiede sostegno concreto per le aziende: "Dobbiamo ripartire in sicurezza"

Il presidente provinciale Calgaro: "Il bonus di 600 euro è un'offesa alla nostra dignità di imprenditori"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LivornoToday

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato da parte di Confesercenti che formula precise richieste al presidente della Regione e al prefetto riguardo la necessità di far ripartire alcune categorie del commercio, del turismo e dei servizi. 

Fase 2, la rabbia di parrucchieri e centri estetici: "Abbandonati dallo Stato, nessuna indicazione su come riaprire"

Il tempo delle parole è finito, vogliamo ripartire, ma vogliamo ripartire in sicurezza e sapere con certezza come dobbiamo aprire. Abbiamo chiesto al Presidente della Regione Toscana ed al Prefetto l'apertura in tempi brevissimi per tutte le categorie del commercio del turismo e dei servizi che possono rispettare le attuali normative di sicurezza. Abbiamo chiesto di attivare immediatamente i protocolli e le procedure per quelle tipologie di attività che per loro natura necessitano di adempimenti specifici quali ristorazione, settore turistico, mercati, fiere, parrucchieri ed estetiste

"Purtroppo ci sono nubi nere all'orizzonte perché le nostre imprese dovranno confrontarsi con sanificazione, distanziamento, clienti ridotti al minimo, diffidenza, incertezze normative. Abbiamo fornitori, utenze, tasse e debiti da pagare. Riaprire non ci basterà per vivere: davanti a noi avremo lunghi mesi di ricavi fortemente ridotti e l'agonia delle nostre imprese può diventare l'agonia del Paese, delle città, dei centri abitati che resteranno senza luci e senza lavoro. I provvedimenti finora emanati dal governo sono stati assolutamente insufficienti ed inadeguati. Il bonus di 600 euro, che peraltro a molti non ancora arrivato, è stato un'offesa alla nostra dignità di imprenditori. Per tutte le imprese che stanno subendo questa chiusura forzata la Confesercenti ha chiesto al governo indennizzi a fondo perduto, credito bancario senza dover mendicare con le Banche, cassa integrazione più lunga, sospensione e riduzione della tassazione.
Abbiamo dipendenti che per noi sono dei figli, degli amici delle persone di famiglia a cui non potremo garantire il posto di lavoro. 

Le richieste di Confesercenti a sostegno delle imprese:

  • Forte riduzione della tari
  • Annullamento o al più una riparametrazione della Tosap per i periodi non lavorati
  • Ampliamento gratuito del suolo pubblico in concessione ai pubblici esercizi stabilendo, fin da subito, modalità e regole per ottenerlo
  • Previsione di risorse per il sostegno al pagamento dei canoni di locazione per le attività commerciali ancora chiuse
  • Azzeramento della tassa di soggiorno e della tassa sulla pubblicità
  • Un forte snellimento delle procedure burocratiche per ottenere quello che ci serve per sopravvivere

"Alle amministrazioni comunali chiediamo un atto di coraggio - conclude la Presidente - .Vogliamo vivere, se chiude il commercio chiudono le città".

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