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Fase 2, bar e ristoranti in ginocchio. Garufo: "Gli aiuti dello Stato alle piccole attività, non alle grandi catene"

Le imprese chiedono un intervento delle istituzioni. L'assessore al Commercio: "Non lasceremo soli i gestori, ma venga attuata un'apertura differenziata tra le Regioni"

Una crisi che sta colpendo con particolare violenza il settore del commercio, quella conseguente l'epidemia da Covid-19. La chiusura delle attività ha messo in ginocchio proprietari e gestori di negozi, bar e ristoranti, con le prospettive future che, ad oggi, appaiono tutt'altro che rosee. I mancati incassi di queste settimane pesano infatti come macigni sui conti delle piccole e medie imprese, che, a gran voce, chiedono aiuti concreti da parte delle istituzioni. Altrimenti il rischio, per molte di queste attività, è quello di dover abbassare nuovamente la saracinesca, stavolta per sempre.

Fase 2 Livorno, le misure per il rilancio economico della città

Garufo: "Pronti ad aiutare i commercianti, ma è indispensabile l'intervento del governo"

Per capire quali interventi potranno essere adottati dall'amministrazione comunale per contrastare la crisi, abbiamo contattato telefonicamente l'assessore al Commercio Rocco Garufo.

La crisi ha avuto un pesante impatto sull'intero mondo del commercio. Quali misure potranno essere attuate?
"A livello comunale abbiamo sospeso e rinviato tutte le forme di tassazione, come ad esempio la Tari, ma senza il sostegno di risorse nazionali non andiamo da nessuna parte. Gli eventuali aiuti che arriveranno dovranno andare alle realtà che più delle altre hanno sofferto e dovranno essere indirizzati ai settori che presentano maggiori fragilità. Penso ad esempio ai parrucchieri, che hanno dei costi fissi molto alti dovuti all'utilizzo di impianti e al rispetto delle norme di sicurezza. Gli aiuti dovranno poi andare ai piccoli bar e ai piccoli commercianti, non alle grandi catene nazionali".

L'amministrazione comunale in che modo può intervenire?
"Noi stiamo pensando di concedere più suolo pubblico a bar e ristoranti. Le misure di sicurezza impongono il distanziamento e questo farà sì che i locali potranno accogliere al loro interno meno clienti. Per questo pensiamo ad una concessione di maggiore spazio per aumentare il numero dei tavoli all'aperto. Chiederemo a Tirrenica Mobilità la possibilità di usufruire delle aree di alcuni stalli".

Qual è secondo lei la linea guida che dovrebbe essere seguita nelle riaperture?
"Noi come Comune abbiamo margini di manovra limitati. Credo che i decreti del governo, in questo momento, dovrebbero tenere conto del principio di differenziazione tra le regioni. Noi in Toscana abbiamo avuto un numero di contagiati contenuto e Livorno, in particolare, è tra le città con meno contagiati d'Italia. Riaprendo le attività commerciali con determinate misure di sicurezza siamo convinti di poter tenere il fenomeno sotto controllo. Credo che il principio chiave debba essere quello di un'apertura differenziata in base alle diverse situazioni".

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