Centri estivi, verso l'apertura a giugno. Mannucci: "In progetto attività all'aperto per gruppi ridotti e in sicurezza"

Ingressi scaglionati, divieto di portare giochi da casa e bambini divisi in gruppi. La vicesindaco con delega all'Istruzione: "Stiamo lavorando in attesa delle direttive di governo e Regione"

I centri estivi potrebbero riaprire già al termine dell'anno scolastico "a distanza", previsto per il 9 giugno. A dare un messaggio di speranza, indirizzato ai tanti genitori che hanno già ricominciato a lavorare o che torneranno al lavoro nelle prossime settimane, è l'assessore all'istruzione e politiche educative Monica Mannucci. "Proprio in queste ore stiamo lavorando, con gli uffici comunali e le associazioni preposte, alla riapertura dei centri estivi che saranno i primi servizi educativi a ripartire - dichiara Mannucci -. Saranno intraprese diverse iniziative legate all'attività ludica e motoria per la fasce d'età che vanno da zero a sei anni e da sei a undici anni. Le attività si svolgeranno all'interno dei giardini e degli spazi aperti delle scuole comunali, "individuando le strutture più adatte per accogliere i bambini in sicurezza anche nelle giornate di maltempo", prosegue Mannucci. Un piccolo spiraglio di normalità, quindi, per i bambini che per due mesi non hanno avuto contatto col mondo esterno e con i coetanei. Non si tratta, però, di un "libera tutti" perché, per poter accedere ai centri estivi, sarà neccessario seguire alcune regole.

Bambini divisi in piccoli gruppi e attività all'aperto, le ipotesi al vaglio del comitato tecnico scientifico

Sicuramente, per poter avere accesso alle attività ricreative, sarà necessario rispettare misure stringenti che garantiscano sicurezza a bambini e operatori. Si parla quindi di ingressi scaglionati - le famiglie dovranno arrivare con orari differenziati per evitare assembramenti e gli accompagnatori dovrebbero essere sempre gli stessi, evitando la presenza di anziani -, bambini divisi in piccoli gruppi secondo l'età età e seguiti sempre dallo stesso operatore - che dovrà indossare la mascherina - per limitare il rischio di diffusione del virus, divieto di portare giocattoli da casa e attività esclusivamente all'aperto. Inoltre, prima di entrare nell'area di contatto con gli altri, a tutti, operatori, bambini e accompagnatori, verrà misurata la febbre con termoscanner e sarà obbligatorio lavare o igienizzare spesso le mani. Obbligo poi di certificato medico per grandi e piccoli e ai primi sintomi di febbre si torna a casa. Tutte ipotesi, quelle elencate, che in queste ore sono al vaglio del comitato tecnico scentifico.

Scuola, la didattica a distanza non piace agli insegnanti: "Va bene per l'emergenza ma dobbiamo tornare in classe"

Mannucci: "Il Comune farà la sua parte ma aspettiamo direttive e finanziamenti dal governo"

Al momento, però, mancano le direttive governative e regionali che permetteranno di capire cosa si può realmente mettere in atto. "I progetti sono tanti - prosegue Mannucci - ma senza le ordinanze non possiamo ancora mettere nulla nero su bianco". Stesso discorso vale anche per i finanziamenti attesi dal governo. "Possiamo dire che sicuramente anche il Comune farà la sua parte ma aspettiamo di sapere, e speriamo avvenga al più presto, a quanto ammontano i finanziamenti che avremo a disposizione".

Zerosei: "Impossibile la didattica a distanza per i bambini piccoli. Stiamo lavorando per farli tornare in classe a settembre"

Misure di sicurezza che potrebbero valere anche per la riapertura delle scuole di infanzia e prima infanzia a settembre. "Sicuramente per queste fasce d'età non è possibile pensare alla didattica a distanza, neanche parziale, né al distanziamento fisico - afferma l'assessore -. Non siamo ancora nelle condizioni di dare tempistiche e modalità di rientro ma è necessario restituire ai bambini piccoli la dimensione del gioco, del contatto - se non fisico almeno verbale - la relazione umana che è alla base della crescita educativa ed emotiva. E stiamo lavorando per poterlo fare, in completa sicurezza per gli operatori, i bambini e le famiglie. A breve saremo in grado di capire se è possibile utilizzare nuove strutture e come adattare quelle già presenti sul territorio. Quello che è certo è che i bimbi torneranno in classe, in sicurezza ma in classe".

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