Il FiPiLi si tinge di Argento col maestro dell'horror: "Pronto per un nuovo film"

In tantissimi al cinema Quattro Mori per incontrare il regista: tutto esaurito alla proiezione di "Inferno"

Quasi ottant'anni ben portati, lo sguardo meno diabolico che in passato, accompagnato dalla figlia Fiore. Si è presentato così a Livorno, ed era la sua prima volta in città, il Maestro dell'horror Dario Argento, ospite dell'ottava edizione del FiPiLi Horror Festival, un'edizione caratterizzata da una grandissima risposta del pubblico, grazie anche alla fitta presenza di ospiti italiani e internazionali.

Dario Argento e l'influenza nella cinematografia orientale

Erano tanti i giovani, e meno giovani, che aspettavano impazienti il regista di "Profondo rosso" al cinema Quattro Mori e, già nel pomeriggio di sabato 27 aprile, la proiezione del film "Inferno" registrava il tutto esaurito. Dario Argento si è raccontato, senza tirarsi indietro, e ha raccontato il suo cinema a cui tanto deve la cinematografia orientale, al momento la più importante in tema di horror. "Mi piace il cinema sud coreano e giapponese – ha raccontato Dario Argento – perché è introspettivo, psicologico, fa leva sulle paure reali, che nascono nell'inconscio come ho sempre fatto io nei miei film, al contrario della cinematografia americana basata su effetti speciali impressionanti ma poco profonda".

E il gusto per quella messicana

Grande apprezzamento anche per la cinematografia messicana "che ci ha dato due tra i migliori registi del momento, Guillermo Del Toro e Alfonso Cuaron capaci di fare film forti, politici, importanti". E poi l'amicizia lunga e intensa con un altro Maestro dell'horror, George Romero. "La nostra è stata un'amicizia forte, vera, atipica forse per il mondo del cinema  - continua Argento – era una persona con cui scambiavo idee, opinioni, c'era un grande affetto. E' una grande mancanza per me, avremmo dovuto fare ancora tante cose insieme ma è così che va la vita. Peccato".

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La promessa di Dario Argento: "Tornerò dietro la macchina da presa"

E poi nuovi progetti. "Sto studiando per il mio nuovo film e già il prossimo anno tornerò dietro la macchina da presa". C'è ancora spazio, quindi, per il genere horror made in Italy. "Il gusto del pubblico italiano è fortemente viziato dalle tante fiction, è tutto ormai una lunga fiction ma qualcosa si muove". E anche il successo di un festival come Il FiPiLi, nato in sordina e cresciuto di anno in anno, ne è una dimostrazione.

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