Cronaca

È morto Francesco Nerli, in lutto i porti italiani: deputato Pci, riformò l'ordinamento portuale con la legge che porta il suo nome

Ex presidente di Assoporti e numero uno dell'Ap di Civitavecchia e Napoli, nel 1994 è stato protagonista della riforma del sistema portuale italiano

Francesco Nerli (foto ANSA)

Era nato a Rosignano Marittimo il 26 gennaio 1948 e a 46 anni fu il grande protagonista della riforma dell'ordinamento portuale italiano, dando vita a una legge (la 84/1994) che porta il suo nome. Francesco Nerli, deputato Pci e poi senatore Pds, presidente di Assoporti e numero uno dell'autorità portuale di Civitavecchia e poi di Napoli, se ne è andato a 72 anni lasciando un vuoto incolmabile non soltanto tra le istituzioni e tutti gli addetti ai lavori.

A darne notizia l'amico fraterno ed ex compagno di partito, Franco Mariani, che su ShipMag.it ne traccia un ricordo toccante, ripercorrendone anche un'assura vicenda giudiziaria che ne infangò il nome ma dalla quale, dopo otto anni di battaglie in cui Nerli volle andare fino in fondo rinunciando alla prescrizione, ne uscì assolutamente pulito. 

A ricordarlo anche il segretario generale dell'AdSP dell'Alto Tirreno, Massimo Provinciali, con il quale Nerli era solito condividere riflessioni e momenti di confronto intellettuale: "Tra le sue tante colpe, questo maledetto 2020 ha anche quella di essersi portato via due monumenti della portualità italiana: a gennaio Giuliano Gallanti, l'avvocato dei moli, oggi Francesco Nerli, padre della legge 84/94. Nerli non ha bisogno di presentazioni: tutti nel mondo dei porti e dello shipping lo conoscevano e, pur nella dialettica, ne apprezzavano le doti di determinazione, talento politico, di capacità di dialogo e concretezza".

I porti erano la sua vita e il suo principale interesse, "argomento dal quale era possibile distoglierlo solo se il discorso virava sulle sue altre due passioni: il Palio di Siena e la Fiorentina - continua Provinciali -. Il mio ricordo particolare va al rigore istituzionale e all'approccio quasi pedagogico con il quale, vent'anni fa, si poneva di fronte a me, allora giovane direttore generale dei porti al MIT, un atteggiamento di grande intelligenza del quale l'ho sempre ringraziato e che me lo fa collocare di buon diritto nell'elenco dei miei maestri. Mi mancherà e mancherà a tutta la portualità".

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