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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Cronaca

"I colori di una vita", al Goldoni va in scena l’arte di Gio Batta Lepori: mostra, docufilm e monologo di Crestacci

Sabato 5 novembre la manifestazione culturale indetta dalla Fondazione Lepori a venti anni dalla scomparsa dell'artista livornese

In occasione del ventennale della scomparsa dell’artista livornese Gio Batta Lepori (2002), la fondazione Lepori Gio Batta ha indetto la manifestazione culturale «I colori di una vita» che andrà in scena sabato 5 novembre alle 18 al Teatro Goldoni. "La pittura di Gio Batta - disse di lui Renato Natali - è senza scuole, senza punti di partenza, ma tutto istinto. Mantenuto dall’entusiasmo, sa realizzare alle sue visioni". 

Il pittore, infatti, è erede della scuola labronica e post macchiaiola, e nella sua lunga carriera (era nato nel 1911) ha prodotto migliaia di quadri che - tra le osterie della città, le case dei borghesi e non, e la curia - hanno ravvivato l’ambiente per lunghe decadi con la vivacità dei suoi colori e la tecnica delle pennellate a strati. Padre di dieci figli, si dedicò alla pittura a meno di 35 anni e nel 1946 espose per la prima volta le sue opere alla galleria Labronica, per approdare fino a Roma negli anni Cinquanta. Nel 2009 i figli hanno costituito una Fondazione a nome del padre allo scopo di sostenere iniziative culturali e benefiche atte a svolgere nel tessuto sociale livornese quelle sollecitazioni essenziali per un futuro del mondo artistico e culturale toscano.

Oggi, a distanza di venti anni dalla morte del padre, la Fondazione ha pensato di ravvivare la memoria dell’artista, organizzando un evento dove si potesse mettere in risalto la figura di Gio Batta a tutto tondo: come uomo e come capostipite di una famiglia numerosa che, come dice di lui chi lo ha conosciuto, ha sempre apprezzato il carattere gioioso e festoso a fronte delle mille esperienze che la vita di un artista offre. Al Goldoni non saranno esposte solo le tele più rappresentative della sua carriera: verrà proiettato il docufilm di Amasi Damiani, che inquadra l’artista nel momento della sua scelta di fare della pittura la missione della propria vita. Seguirà il monologo dell’attore comico e drammatico Michele Crestacci, che racconterà la vita dell’uomo Lepori a partire dal quartiere San Jacopo, luogo in cui è cresciuto e ha sviluppato le sue doti artistiche, favorito dalla moglie Vanda, la musa che lo ha sostenuto durante tutta la sua lunga carriera.

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