Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Repubblica / Piazza Venti Settembre

Violenza di genere, "Non una di meno" scende in piazza con il presidio Zona fucsia

Domani la giornata contro la violenza sulle donne, il 28 novembre in piazza XX settembre la manifestazione dell'associazione femminista

È in programma per sabato 28 novembre in piazza XX settembre dalle 16 alle 17.30 il presidio "Zona Fucsia" organizzato dal movimento "Non una di meno" in occasione della giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere che si celebra il 25 novembre.

"Il 25 e il 28 novembre 2020 saranno ancora una volta giornate di lotta - si legge nel comunicato stilato dal movimento -. Sentiamo forte l'esigenza di tornare in piazza perché sono prima di tutto le donne a pagare il prezzo dell'emergenza sanitaria in corso. La pandemia e la sua gestione sono due facce della stessa medaglia proprio perché il corpo delle donne e gli ecosistemi hanno condiviso e condividono uno stesso destino: sono trattati come risorse gratuite ed inesauribili, disponibili all'appropriazione e allo sfruttamento per alimentare un modello sociale e di sviluppo violento e senza rispetto per la nostra vita. Questa violenza sta arrivando oggi a un punto di non ritorno, l'emergenza sanitaria ne è solo un segnale".

Le conseguenze del lockdown si misurano nei dati della violenza domestica purtroppo destinati ad aumentare ancora con le nuove misure di confinamento. I centri anti-violenza femministi e le case rifugio hanno dovuto fare fronte a un'emergenza nell'emergenza per non lasciare nessuna da sola.

"È sempre più urgente fare sentire la nostra voce contro l'aumento vertiginoso di stupri, femminicidi, violenze domestiche e omolesbobitransfobiche che ha segnato i mesi di questa pandemia. In questi mesi le nostre vite sono state travolte, non ci siamo mai fermate - scrivono ancora i membri di "Non una di meno" -. La pandemia ha messo in luce il nesso oppressivo tra la violenza economica e il lavoro di cura. Il 25 e il 28 novembre facciamo risuonare un grido altissimo e feroce: Se ci fermiamo noi, si ferma il mondo".

In piazza perché:

  •  L'emergenza sanitaria ha inasprito la violenza sessuale, espressione di una società patriarcale e sessista
  •  Se la violenza è presente nelle nostre vite noi siamo presenti contro la violenza.
  •  Contro una violenza che agisce quotidianamente e concretamente sui nostri corpi rispondiamo con la presenza fisica dei nostri corpi in piazza.
  • Non vogliamo essere né vittime, né una statistica sulle nuove povertà, né soggetti accudenti di una società che ci opprime e ci sfrutta.
  • Vogliamo levare la nostra voce contro la violenza di una società sessista e patriarcale, che non va accudita ma smontata dalle fondamenta
  • Per questo saremo in piazza. Vogliamo esserci insieme, con attenzione estrema alla tutela di tutti

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