È morto Giuliano Gallanti, dal 2011 al 2017 al comando dell'Autorità portuale di Livorno

Genovese, classe 1939, a lui si deve l'ultimo piano regolatore del porto livornese. Venerdì prossimo i funerali nel comune di Stigliano

Si è spento, nella mattina dell'8 gennaio, all'età di 80 anni, l'avvocato Giuliano Gallanti, storico presidente del porto di Genova e, dal 2011 al 2017, a capo dell'Autorità Portuale di Livorno, prima come commissario e poi in qualità di presidente, con ulteriori proroghe successive alla scadenza del mandato. "Un uomo di grande cultura che ha contribuito allo sviluppo del nostro scalo" lo ricordano, tra gli altri, il sindaco Luca Salvetti e l'assessore con deleghe al porto Barbara Bonciani. Responsabile della giustizia nel Partito comunista genovese, nel corso della sua lunga carriera Gallanti è stato consigliere regionale in Liguria dal 1985 al 1995, ricoprendo anche le cariche di vicepresidente con deleghe all'Ambiente e alla difesa del suolo e, successivamente, presidente del Consiglio regionale.

Insignito dell'Oìrdre National du Merite dal presidente della Repubblica francese, Gallanti è stato anche presidente dell'Espo, ovvero l'associazione europea dei porti marittimi, guidata dal 2004 al 2008: apprezzato per il lavoro svolto e l'impegno a rilanciare lo scalo livornese - a lui si deve il nuovo piano regolatore del porto, approvato a 60 anni di distanza dal precedente -, lo ricordano con affetto anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e l'attuale segretario generale dell'Autorità Portuale, Massimo Provinciali: "Ha ottenuto grandi risultati per il porto di Livorno grazie alla sua professionalità e competenza nel settore". I funerali di Gallanti si terranno venerdì prossimo nel tempio laico del cimitero di Stigliano, in provincia di Genova.

Barbara Bonciani (1)-2

Morto Gallanti, il ricordo di Salvetti e Bonciani: "La sua visione europea fondamentale per lo sviluppo di Livorno"

Profondo cordoglio per la "grave perdita" è stato espresso alla famiglia dal sindaco di Livorno, Luca Salvetti, e dall'assessore con delega al Porto, Barbara Bonciani: "È stato un uomo di grande cultura - il ricordo dell'amministrazione comunale -, che ha ricoperto prestigiosi e rilevanti incarichi nelle istituzioni politiche ed economiche nazionali e internazionali. La sua visione europea ed internazionale, unita alle grandissime competenze riconosciute a tutti i livelli, ha contribuito allo sviluppo della città-porto di Livorno". 

Enrico Rossi regione toscana-11

Rossi: "Sotto la gestione Gallanti, il porto di Livorno ha ottenuto ottimi risultati"

Il governatore della Toscana ha elogiato il lavoro svolto da Gallanti durante gli anni alla guida dell'Autorità Portuale livornese: "In quel periodo - scrive Rossi - ho avuto modo di conoscerne la professionalità e la competenza. Sono stati anni nei quali il porto di Livorno ottenne alcuni importanti risultati, come l'approvazione del nuovo piano regolatore e il dragaggio dei fondali. Per questo lo ricordo con gratitudine e stima". 

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Provinciali: "Un carattere burbero, ma dotato di grande rispetto per le istituzioni pubbliche". 

Toccante e ricco di elogi il ricordo del segretario generale dell'Autorità Portuale, Massimo Provinciali: "Carattere apparentemente burbero - scrive Provinciali -, a volte spigoloso ma in realtà dotato di grande sarcasmo e ironia, intriso di rispetto per le istituzioni pubbliche e uomo di grande lucidità e di grande visione strategica. Non a caso i suoi primi pensieri, sia a Genova che a Livorno, furono rivolti a dotare i due porti di piani regolatori che mancavano da anni (a Livorno dal 1953), consapevole del fatto che solo adeguati strumenti di pianificazione garantiscono l'accesso a risorse pubbliche e private. A Livorno ha sposato con forza anche due progetti legati alla terra ferma: la trasformazione dell'Interporto Vespucci da soggetto immobiliarista a luogo per l'erogazione di servizi portuali alla merce e lo sviluppo delle connessioni ferroviarie del porto con la rete tirrenica e la dorsale centrale". 

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Provinciali parla anche di che persona fosse Gallanti fuori dall'ambiente lavorativo: "I miei ricordi dei sei anni passati insieme sono pieni di cene in cui, dopo una giornata passata in ufficio, era assolutamente proibito parlare di lavoro. E allora si spaziava dalla letteratura al cinema francese, che adorava, dal calcio degli anni '60 (rivendicava di essere stato un'ala destra di valore) al suo grande amore, insieme ai porti: la storia politica d'Italia, con aneddoti, riflessioni e, ancora una volta, l'amarezza di non trovare oggi uomini con una 'visione' sul futuro. Battagliero ma con intelligenza, a volte irascibile ma col pallino della mediazione e del bene comune, Gallanti ha nel tempo espresso la sua autorevolezza senza schiamazzi, col senso anzi di riservatezza proprio della sua terra d'origine". 

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