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Cronaca

Immigrazione, Toscana regione dell'accoglienza: percentuali di stranieri sopra la media nazionale, Livorno in controtendenza

Sono oltre 400mila gli stranieri registrati sul territorio, la nostra città quella con meno immigrati dopo Massa-Carrara

La Toscana si conferma regione dell'accoglienza. A certificarlo sono i dati provvisori 2022 diffusi dall'Istat e resi noti ieri, giovedì 26 ottobre, a Firenze, secondo cui sono 406.742 gli stranieri residenti nel territorio regionale. Se virtualmente si tratterebbe del -4,1% rispetto ai 424.215 registrati dai dati "provvisori" 2021 e del +0,1% rispetto ai 406.508 registrati dai dati "consolidati" (appena 234 cittadini stranieri in più rispetto all'anno precedente), in realtà siamo di fronte a un vero e proprio incremento al netto dell'effetto delle acquisizioni di cittadinanza da parte di quei cittadini con background migratorio che, nel corso dell'anno, hanno maturato i requisiti per diventare giuridicamente "italiani" (10.609 persone, il 9,7% in più rispetto al 2021). È soprattutto questo fenomeno, infatti, spia di un crescente radicamento delle comunità straniere sul territorio, che nel 2022 ha frenato la crescita degli immigrati "toscani", altrimenti pari a +2,7%.

Immigrazione, Toscana terra di accoglienza: le eccezioni di Livorno, Lucca e Massa Carrara

In ogni caso, la Toscana rimane una delle grandi regioni d'immigrazione d'Italia, con l'11,1% di cittadini stranieri residenti: un'incidenza superiore alla media nazionale (8,6%) di 2,5 punti percentuali, trainata soprattutto dall'area fiorentino-pratese, con la provincia ormai ex laniera che arriva addirittura al 21,1% (più di un residente su cinque), e la Città metropolitana di Firenze al 12,7%. Tutte le altre province si collocano al di sotto della media regionale ma sopra quella nazionale, con Siena che si ferma al 10,8%, Arezzo al 10,6%, Pistoia al 10,4% e Pisa al 10,1%. Fanno eccezione Lucca e Livorno (8,0%) e Massa Carrara (7,2%), dove la presenza di stanieri è al di sotto della media nazionale.

La geografia delle aree di provenienza straniera

Nella "geografia" delle aree di provenienza dei migranti toscani, però, si rilevano significativi cambiamenti per effetto della guerra in Ucraina e dell'afflusso di profughi arrivati dal Paese invaso dalla Russia grazie alla possibilità loro assicurata di accedere alla protezione temporanea Ue. Le statistiche riferite ai residenti ne daranno conto, verosimilmente, nei dati consolidati che l'Istat diffonderà a fine 2023. Le novità, però, traspaiono già in modo chiaro dall'archivio dei permessi di soggiorno del Ministero dell'Interno che, per quanto riguarda la Toscana, registra complessivamente una crescita del 3,1% dei cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti (passati da 298.459 nel 2021 a 307.576 nel 2022), conseguenza di un incremento marcato dei titolari di un permesso "a termine", ossia sottoposto a periodica scadenza, che passano da 98.151 a 116.001 (+18,2%), e una lieve diminuzione (-4,4%, da 200.308 a 191.575) dei lungosoggiornanti che hanno un permesso di durata illimitata. 

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Significativo, appunto, il cambiamento nella geografia delle provenienze dei migranti toscani: la comunità ucraina, infatti, passa da 11.082 a 19.539 soggiornanti, un incremento del 76,3% che, in soli 12 mesi, la fa salire dal sesto al quarto posto nella graduatoria dei Paesi di origine dei non comunitari soggiornanti nel territorio regionale, dietro Cina (55.979), Albania (54.684) e Marocco (27.834). Conseguentemente si modifica anche la distribuzione per aree di provenienza: con una leggera crescita dei non comunitari europei (da 30,6% a 32,0%) e un'altrettanta lieve diminuzione di quelli provenienti dall'Africa (da a 22,1% a 21,2%) e dall'Asia (da 38,4% a 37,5%).

L'assessore all'immigrazione, Stefano Ciuoffo: "Il governo tratta la questione come un'emergenza, non è la strada giusta"

I dati sono stati commentati dall'assessore regionale all'immigrazione, Stefano Ciuoffo, intervenuto nel corso della presentazione del dossier statistico sull'immigrazione 2023: "Questo dossier - ha detto Ciuoffo - approfondisce e declina in maniera ampia i dati e le analisi sui flussi migratori e ci attesta ancora una volta che in questo paese e in questa regione in particolare, le politiche dell'immigrazione sono possibili. Oggi però viviamo una stagione nella quale l'immigrazione è dichiarata un'emergenza, viene raccontata come qualcosa da cui il Paese si deve difendere, con l'idea che i migranti siano i soggetti che determinano l'insicurezza delle nostre comunità. Basta pensare alla proposta dei Cpr, e purtroppo questo è il tema, con la  volontà del governo di piazzare uno di questi lager in Toscana. In realtà questo fenomeno così ben fotografato nel rapporto, da decenni attraversa il nostro paese e credo che oggi non potremmo esimerci dal valutare la qualità delle risposte che a questo tema vengono date".

"È innegabile che da una stagione nella quale l'immigrazione era affrontata costruendo percorsi di accoglienza, oggi, in conseguenza di una lettura molto politicizzata del fenomeno, siamo di fronte a strumenti radicalmente diversi. Si sono succeduti una serie di decreti che hanno sostanzialmente teso allo smantellamento del sistema di accoglienza che avevamo costruito, sia pure imperfetto e perfettibile, ma con la strada imboccata dal governo, oggi andremo da poche parti e di fatto, la dichiarazione di emergenza e il susseguirsi di decreti, pur in presenza di dati che non sono nuovi in termini di numeri rispetto alla storia recente del nostro paese, sottraggono elementi di strutturazione di risposta di medio e lungo periodo, della quale invece il nostro paese avrebbe estremo bisogno".

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