Porto, marittimo Corsica Sardinia Ferries ferito a bordo nave. Cgil: "Investire in sicurezza"

Il sindacato: "Impossibile fare prevenzione se allo sgomento generale non seguono poi azioni consapevoli e concrete. Non veniamo neppure informati sui risultati delle indagini"

(foto Wikipedia - Fabien 1309)

L'incidente sul lavoro, nel porto di Livorno, risale allo scorso venerdì 20 dicembre, quando un 52enne marittimo della Corsica Sardinia Ferries, a bordo della nave Mega Smeralda, è stato colpito da un cavo in seguito alla rottura dello stesso, procurandosi la frattura di tibia e perone e un trauma cranico. Un infortunio che non ha lasciata indifferente la segretaria provinciale della Cgil con delega alla sicurezza, Patrizia Villa: "Si strappa un cavo, ferito un marittimo, frattura di tibia e perone con trauma cranico. Sentiamo dire che è andata bene e che purtroppo non potrà riprendere subito il lavoro - attacca la segretaria -. Vorremmo dire invece: purtroppo sta soffrendo, avrà dei danni che lo metteranno in difficoltà per lungo tempo, la sua famiglia sarà costretta alla spola fra la residenza e l'ospedale fino a che non potrà essere riportato a casa sua. Ci chiediamo se i cavi non debbano essere tarati in modo corretto e frequentemente ispezionati proprio per evitare questi incidenti frequenti".

Villa (Cgil): "Servono investimenti e formazione continua"

"Lo scorso agosto - prosegue Villa - un altro operatore portuale, che svolgeva il proprio lavoro presso lo scalo Morosini, rischiò di finire in mare con il mezzo che manovrava per lo strappo di un cavo: giornata di forte vento e operazioni complicate, anche in quell'occasione. Uno dei tanti incidenti del genere che accadono con frequenza e non arrivano ai media e all'attenzione pubblica solo perchè fortunatamente non ci furono feriti".

Incidenti sul porto di Livorno, i sindcati: "Sempre ignorate le nostre richieste"

"Rischio del mestiere, si dice. Ogni giorno in porto si compiono operazioni che sono a rischio. Professionalità, investimenti in sicurezza, formazione continua e quant'altro sono le prevenzioni necessarie - continua la segretaria Cgil -. La rapidità dei soccorsi è un altro elemento essenziale: in questo caso c'è stata. Permane però il rischio, specie di notte, con operatori ridotti e il famoso ponte che spezza il flusso fra i mezzi di soccorso e il luogo degli incidenti. Rimaniamo però sempre convinti che si debba fare di più".

"Come si pensa di fare prevenzione se agli incidenti non seguono azioni condivise?

"L'incidente sulla Mega Smeralda, i risultati delle indagini relative all'altro incidente e gli interventi fatti per mettere in sicurezza la banchina non sono stati comunicati alle organizzazioni sindacali nonostante le sollecitazioni e le richieste - aggiunge infine Villa -. Come si pensa possibile fare prevenzione se ogni incidente, dopo le grida e lo sgomento, non genera azioni consapevoli e condivise? Serve per mettere un altro tassello nelle azioni corrette per la sicurezza. Anche in questo caso tutti si sono mossi: ma poi?

"Se al lavoro si impongono ritmi frenetici, - conclude - se si tengono sotto ricatto i lavoratori con norme che rendono troppo facili i licenziamenti, se si tagliano le risorse agli enti di controllo, se non veniamo informati dettagliatamente come rappresentanti dei lavoratori, come potremo avere azioni efficaci? La Cgil come sempre si mette a disposizione del marittimo e della famiglia per qualsiasi bisogno, e gli augura una pronta guarigione".

(foto Wikipedia - Fabien1309, licensa CC BY-SA 2.0 FR)

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