Viale Italia, escalation di incidenti: l'autovelox mobile non basta. Cepparello: "Troveremo altre soluzioni"

Persiste il problema sicurezza sul lungomare trafficato. L'assessore alla Mobilità, Giovanna Cepparello, assicura il massimo impegno dell'amministrazione: "Stiamo studiando diverse ipotesi"

L'escalation di incidenti che si sono verificati sul viale Italia e i numerosi investimenti anche sulle strisce pedonali hanno riportato a galla il tema della sicurezza su quel tratto di strada. Anche nel report annuale della polizia municipale emerge come il lungomare trafficato abbia il triste primato di "strada con il più alto numero di incidenti" (71 i sinistri rilevati nel 2019). L'installazione dell'autovelox mobile ha portato qualche risultato, ma i recenti episodi post lockdown dimostrano che non può essere la sola soluzione al problema. "Il viale Italia è la strada più pericolosa della città - riconosce l'assessore alla Mobilità, Giovanna Cepparello -, ci siamo confrontati anche con la società che ci sta aiutando a realizzare il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) e cercheremo di intervenire in maniera rapida per trovare una soluzione". 

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Cepparello: "Stiamo lavorando per trovare altre soluzioni e rendere la strada più sicura"

Cepparello non avanza alcuna ipotesi ma assicura l'impegno dell'amministrazione: "Abbiamo visto che i tutor, ovvero i cartelli che segnalano la velocità, hanno poca efficacia - dice -, lo abbiamo sperimentato in via di Salviano. Ai cittadini posso dire che stiamo lavorando, abbiamo fatto una riunione anche ieri, forse la decima per arrivare ad una soluzione al problema. Non è semplice, in tanti anni non è stata trovata ancora la via giusta: noi abbiamo varie ipotesi, tutte interessanti, alle quali stiamo lavorando in maniera multidisciplinare e sono ottimista sul fatto che una soluzione la troveremo. Vogliamo risolvere questo problema e ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno, resta il fatto che non esiste una strada a rischio zero e quindi anche i cittadini devono fare la loro parte".


 

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