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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Cronaca Portoferraio

Portoferraio, colta da infarto mentre è in barca viene salvata dai medici. Il racconto: "Grazie a una équipe straordinaria"

È successo a una turista torinese in vacanza all'isola d'Elba, determinante la collaborazione tra gli ospedali di Portoferraio, Piombino e Livorno

"Se questa è la rappresentazione della sanità italiana, non posso che sentirmene orgogliosa oltre che grata. Sono una privilegiata perché sono stata messa nelle condizioni di superare un mio momento di grave difficoltà fisica grazie al lavoro di una equipe straordinaria". Sono le parole di una turista torinese che, dopo esser stata colta da un infarto mentre si trovava insieme al marito a bordo della propria barca nelle acque dell'Elba, è stata salvata dai medici grazie alla preziosa collaborazione tra gli ospedali di Portoferraio, Piombino e Livorno. 

La donna, infatti, è stata prima portata al pronto soccorso dell'ospedale di Portoferraio, poi trasferita a Piombino in elicottero. Qui è stata presa in carico dalla primaria della Cardiologia di Piombino Elba, Lara Frediani, che, insieme alla sua equipe, ha provveduto ad iniziare subito i trattamenti del caso e, nei giorni successivi, ad effettuare la coronarografia alla sala di emodinamica di Livorno. "È stata la dimostrazione lampante - spiega Lara Frediani - dell’efficienza dell’integrazione tra gli ospedali di Portoferraio e quello di Piombino, oltre che con Livorno, un aspetto fortemente voluto dalla direzione generale ed a cui ho iniziato a lavorare fin dal mio arrivo e che già sta portando i suoi frutti. Con il primario del pronto soccorso di Portoferraio, Angelo Testa, e con il primario della medicina, Riccardo Cecchetti, abbiamo creato una squadra compatta e affiatata e lavoriamo ogni giorno per accelerare i percorsi di cura dei pazienti". 

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Il 'grazie' della donna ai medici che le hanno salvato la vita: "Orgogliosa di voi"

"L'acqua dell'Elba - ha scritto la donna in una lettera inviata alcuni giorni fa ai medici - era azzurra ed invitante. Con mio marito e qualche amico caro scivolavamo con la nostra barchetta sulla superficie quasi piatta; il sole e l'allegria erano nostri compagni. Poi non ricordo molto di ciò che è successo , ma un improvviso malore mi ha costretto ad interrompere tutto e mi sono ritrovata a Portoferraio in attesa di un elisoccorso che mi portasse all'ospedale di Piombino. Al calar del sole sono stata impacchettata e messa sulla base dell'elicottero con quattro ragazzi intorno a me. Ho visto le pale girare sempre più veloci ed in una ventina di minuti siamo arrivati a destinazione.

A Piombino mi hanno preso in consegna in cardiologia, controllata, intubata e sistemata. Nei giorni successivi mi hanno avvisato che la coronarografia mi sarebbe stata effettuata a Livorno. Nessuna paura: tre angeli della Croce Rossa mi hanno trasportata in ambulanza con velocità e perizia, incoraggiandomi, facendomi ridere e prendendomi con gran garbo in giro. Arrivati in quello che mi è sembrato un bunker di cemento della II guerra mondiale, mi sono trovata in un ambiente avveniristico con strutture ed apparecchi sofisticati ed all'avanguardia. Incontro lo sguardo protettivo della primaria e mi rassereno subito. ...Ho vissuto una avventura enormemente interessante e sono riuscita ad evitare ogni tipo di paura.

Non posso che ringraziare una simile abilità medica, dovuta non solo a studi, conoscenze ed attaccamento al lavoro, ma indubbiamente ad una capacità umana ed organizzativa fuori dal comune. Se questa è una rappresentazione della sanità italiana, non posso che sentirmene orgogliosa oltre che grata. Sono una privilegiata - conclude la donna nella sua lettera - perché sono stata messa nelle condizioni di superare un mio momento di grave difficoltà fisica grazie al lavoro di una equipe straordinaria".

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