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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Cronaca

"Infermiere aggredite dai detenuti alle Sughere": l'allarme del sindacato NurSind

A seguito di alcuni episodi di violenza avvenuti anche a Livorno i rappresentanti dei lavoratori del settore chiedono maggior sicurezza. A Firenze un'infermiera è stata palpeggiata nelle parti intime

È un grido d'allarme forte e chiaro quello lanciato dal coordinamento regionale del sindacato delle professioni infermieristiche NurSind a seguito di alcuni episodi che si sarebbero verificati negli ultimi giorni all'interno delle case circondariali della Toscana, a Firenze, Pisa e alle Sughere di Livorno. "Una situazione insostenibile che si è fatta particolarmente difficile - raccontano - a causa di alcuni episodi di violenza dei quali sono rimasti vittime operatori sanitari". 

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"Solo nell’ultimo periodo - racconta Roberta Sassu, segretaria territoriale di Livorno del NurSind - si sono verificati numerosi casi: la settimana scorsa sono stata minacciata da un detenuto durante il giro della terapia, poche ore prima una dottoressa aveva rischiato di essere picchiata. La settimana precedente erano stati presi di mira verbalmente altri medici e infermieri, mentre il 7 ho subito un'aggressione fisica: stavo somministrando la terapia quando un detenuto mi ha afferrato la mano e mi ha sbattuto sulla porta di ferro della cella. Per fortuna sono riuscita a sottrarmi alla presa, giusto in tempo per schivare uno schiaffo".

Roberta Sassu (NurSind): "Se mancano le condizioni di sicurezza Asl ritiri medici e infermieri dalle carceri"

Circostanze rese ancora più preoccupanti dalla situazione riguardante il numero degli agenti di polizia penitenziaria impiegati all'interno della struttura, una carenza che anche il sindacato UilPa aveva evidenziato. "Nel carcere di Livorno - prosegue Sassu - ci sono da undici a tredici agenti penitenziari per trecento detenuti: un numero insufficiente che non è in grado di garantire la sicurezza neppure del personale sanitario. E allora, se la situazione non è sicura, è bene che l'Asl Toscana Nord Ovest ritiri medici e infermieri dai carceri. O dobbiamo aspettare che qualcuno di noi si faccia male seriamente? Nelle scorse settimane una commissione di controllo dell’azienda ha fatto un sopralluogo alle Sughere, ma si è limitata a entrare nell'infermeria, senza visitare le sezioni. E ha potuto avere solo un quadro molto parziale di ciò che succede all’interno della struttura".

Il sindacato chiede alle istituzioni di farsi carico della grave situazione, attuando tutte le misure necessarie al fine di prevenire in futuro nuovi episodi, dichiarandosi pronto a intervenire con tutte le forme di protesta a difesa della salute e incolumità degli operatori sanitari che prestano servizio in queste strutture. Non solo Livorno infatti è stata al centro di episodi di violenza. Nel carcere di Sollicciano si è registrato un atto di violenza sessuale nei confronti di un'infermiera. Un detenuto, senza scorta del personale di custodia, ha chiesto di poter accedere all0infermeria perché si sentiva male. Una volta aperta la porta l'uomo ha tentato di saltare addosso all'infermiera, palpandola nelle parti intime. Solo grazie all’intervento di un agente della polizia penitenziaria e all'ausilio di un altro detenuto la donna è stata liberata e al pronto soccorso le sono stati refertati oltre cinque giorni di prognosi. Difficoltà anche a Pisa, in questo caso legate soprattutto alla percezione di insicurezza del personale sanitario dovuta alla scarsità di personale della polizia penitenziaria all’interno del 'Don Bosco'.

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