Cronaca

Bando per la gestione dell'ippodromo, 'La Caprillina' si fa da parte: "Non ci sono le condizioni"

Nelle scorse settimane c'era stato un incontro tra Attilio D'Alesio, Andrea Ghezzani e il sindaco Luca Salvetti per presentare una proposta in merito al futuro dell'impianto

"L'incontro avuto alcune settimane fa con il sindaco Luca Salvetti non ha prodotto i risultati sperati". Così Attilio D'Alesio e Andrea Ghezzani, rispettivamente ex direttore ed ex presidente della Labronica Corse Cavalli, hanno annunciato tramite una nota che la fondazione La Caprillina "non ha i requisiti" per partecipare al bando relativo alla gestione provvisoria dell'ippodromo Caprilli "e non è nemmeno interessata ad aderire ad eventuali consorzi o raggruppamenti temporanei di imprese (Rti)".  Nell'incontro organizzato a fine marzo, infatti, al sindaco Luca Salvetti era stato illustrato un progetto nell'ambito del quale era stata ipotizzata l'assegnazione temporanea della gestione dell'ippodromo ad una fondazione/associazione culturale sul modello 'Caprillina' o 'Livornese corse cavalli', con l'obiettivo di far tornare il Caprilli ad essere un grande teatro all'aperto.

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"Apprezziamo comunque la volontà del Comune di far svolgere iniziative legate al divertimento, alla cultura, allo spettacolo, al tempo libero oltre che bar-ristorazione ed attività commerciali temporanee ed attività sportive equestri - proseguono - . Su questi punti, infatti, era incentrata la nostra proposta e quindi ci fa piacere che siano stati presi in considerazione ed accolti, e pertanto siamo disponibili a collaborare, come fondazione culturale, con il futuro gestore dell'ippodromo per la realizzazione di queste attività".

D'Alesio: "Il rischio è che il bando vada deserto, sarebbe stato meglio un progetto a lungo termine"

'La Caprillina', che anche se negli ultimi anni non ha organizzato attività esiste ancora, infatti "non può partecipare perché innanzitutto non è una società di corse riconosciuta dal Mipaaf - sottolinea D'Alesio - come richiede il bando, e poi perché non ha un fatturato minimo, nell'ultimo triennio, di almeno tre milioni di euro". "E gli ippodromi che hanno quel fatturato - precisa  - saranno 6-7 al massimo. Al di là di ciò ritengo che comunque non ci siano le condizioni minime per partire, per questo ad oggi è ipotizzabile che il bando vada deserto". E solo a quel punto, con l'eventuale procedura a trattativa privata, potrebbe ripresentarsi una possibilità.

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"Il Comune - ha aggiunto D'Alesio - spende 2,3 milioni per i lavori di rifunzionalizzazione ma poi chiede 80mila euro per l'affitto, e considerato che ogni giornata di corse ha un costo di circa 15mila euro è complicato intravedere le basi idonee. Una collaborazione con una associazione no profit, come per esempio accade in Francia, sarebbe stata invece una cosa diversa". Che sia una corsa contro il tempo, dunque, è evidente. Il limite massimo temporale per la presentazione delle offerte è il 3 giugno, poi il giorno successivo ci sarà la gara. "Ma ci sono tanti punti interrogativi - ha sottolineato - che forse sarebbero venuti meno con un progetto più a lungo termine".

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